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Chi è l’intollerante

MILANO – Dibattito sulla discriminazione dei Rom a Civitanova Marche. Sto ascoltando alcune associazioni – in previsione di un seminario su tale tema, con la società civile e le istituzioni locali – e per il momento ho ritenuto fondamentale definire, a beneficio di tutti,  cosa sia l’intolleranza. Se non si inquadra bene il fenomeno che si desidera affrontare, non vi sono possibilità di successo nell’articolazione di progetti contro l’emarginazione, che di fatto si affronta su quattro campi: casa, lavoro, scolarizzazione, convivenza.

Ecco la mia definizione di “intolleranza” e “intollerante”:

“L’integrazione è possibile e l’intolleranza è la più seria nemica dell’integrazione. L’intolleranza non ha occhi biechi e denti aguzzi, ma sorride, ha toni pacati, manifesta spesso amore per gli animali, per i fiori e… per l’umanità. “Non siamo noi razzisti, sono loro che sono così… così… così Rom!”.

L’intollerante vero si ritiene una persona corretta e onesta: ecco perché non ha margini di ripensamento. Meglio chi sbraita, urla e insulta: con loro a volte si ottiene un effetto-choc che li induce a comprendere la loro ostilità viscerale e irrazionale.

Il Processo di Norimberga non ha mostrato, davanti ai giudici, vampiri e lupi mannari, ma omini timidi, sussiegosi, educati, convinti di aver servito il popolo tedesco. Se l’intolleranza avesse davvero artigli e zanne, per noi sarebbe una passeggiata contrastarla, considerata l’esperienza sul campo e la conoscenza del fenomeno che oggi possediamo. La Lega Nord a un certo punto ha capito che per ottenere le più alte posizioni servivano… portavoce dal volto umano, paterni, bonari, gentili, miti…

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