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La conoscenza è un bene comune. Repubblica lo ignora

ROMA – Le manifestazioni degli insegnanti in sciopero proclamato dalla Federazione della conoscenza Cgil e degli studenti hanno avuto un’eco immediato  sui quotidiani  on line, quelli dei grandi giornali e tutti gli altri che ogni giorno forniscono notizie a centinaia di migliaia di cittadini.

Questa volta visto che non ci sono stati incidenti sui quali impostare gli articoli in particolare gli studenti sono stati guardati con occhio bonario dai cronisti, dalle televisioni in particolare, che hanno dato conto di più di   novanta di manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia. La Flc ne aveva annunciate sessanta ma negli ultimi giorni  se ne sono aggiunte molte altre. Un segno della larga adesione allo sciopero, alle rivendicazioni poste dal sindacato della Cgil che riguardano gli insegnanti, il personale delle scuole pubbliche  e private,  i precari,dei corsi di formazione.  A Roma in particolare  gli studenti hanno caratterizzato la loro presenza portando in giro tante carote. Una risposta ad una battuta infelice del ministro Profumo che aveva parlato di “ bastoni e carote”. Si dice che si rivolgeva alla lentezza dei rettori o all’intero Paese.

Le carote che hanno fatto notizia

 Fatto sta che le carote hanno fatto notizia. Ed è giusto che sia stato così. Anche se, lo rileviamo per dovere di cronaca appunto,  il “ colore” a volte  ha preso il posto dei contenuti della lotta del personale della scuola e degli studenti. Le riassumiamo per  sottolineare l’importanza delle rivendicazioni che vengono dal mondo della scuola e dell’Università. Intanto i tagli cui il ministro Profumo starebbe lavorando. La legge di stabilità prevede la decurtazione di un miliardo sulla scuola, l’aumento delle ore di lavoro dei docenti di scuole medie e superiori che, come è noto, prolungano il loro ioratio lavorando a casa, correzione di compiti, preparazione delle elezioni; L’aumento dell0orario sarebbe a titolo gratuito. La Flc parla di “ accanimento e barbarie”. La perdita di posti di lavoro ammonterebbe a circa 25 mila cattedre per i posti comuni e di oltre 4 mila se la norma riguarda anche gli alunni disabili. £0 mila precari sarebbero licenziati. Ancora il contratto è bloccato, gli scatti di anzianità sono bloccati, le retribuzioni  le più basse d’Europa. Veniamo ai concorsi, “ inutili e costosi in questo momento”. La legge sulle pensioni va cambiata perché blocca il rinnovamento di personale, le immissioni in ruolo non coprono tutti i  posti vacanti,il precariato non diminuisce.

Il massacro della scuola pubblica

Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc, concludendo  il comizio a Piazza  Santi Apostoli, a Roma, ha affermato: “ La misura è colma. Siamo   al massacro della scuola pubblica. Rafforzeremo la  mobilitazione, ci rivolgiamo a tutti i cittadini. Lotteremo finché non abbiamo ottenuto risultati”. Il 19 ottobre nel pomeriggio a Piazza San Giovanni, la piazza storica delle grandi giornate di lotta sindacali, di popolo, una manifestazione che ha per titolo “ la conoscenza costruisce il futuro”.  “ L’istruzione è bene comune e per questo essere accessibile a tutti. Il sapere non è una merce che “chi può spendere, ne acquista di più”.
Senza conoscenza non c’è cittadinanza, per questo l’istruzione deve essere pubblica e di qualità. Dalla scuola all’università”: uno slogan di grande significato che troverà la sua narrazione   in una serata a partire dalle 18,30 con musica,politica, satira “ poer guardare a un futuro migliore”. Non solo anche i sindacati scuola di Cisl e Uil, fino ad ora defilati, hanno deciso di dare avvio a una mobilitazione.  Bene, il mondo della scuola che rappresenta il “centro motore”, o meglio dovrebbe rappresentare, ha occupato uno spazio molto importante. Se la conoscenza è democrazia ne abbiamo bisogno come il pane. In un Paese, sfiduciato, arrabbiato, preoccupato, con centina di migliaia di famiglie alla disperazione, con i lavoratori che, ricorda Susanna Camusso, devono salire sui campanili, sulle torri, per  trovare spazio sui media, per avere voce.  L’informazione è determinante per produrre conoscenza.

In piazza insieme insegnanti e studenti

 Ed è un fatto straordinario che a  fronte di populisti, qualunquisti di ogni risma, di chi semina vento per raccogliere tempesta, canale di Sicilia a parte, siano i giovani, i giovanissimi, insieme ai loro insegnanti a  caricarsi di  un compito molto difficile ma essenziale, garantire che la scuola pubblica  sia davvero fucina di conoscenza, di formazione, di democrazia vissuta ogni giorno. Eppure , finite le carote, le manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia sono già scomparse dalle cronache. Repubblica, ci spiace dirlo, fa da capofila. in questa opera di vera e propria disinformazia . Sabato  siamo andati alla ricerca di notizie sulla giornata di lotta. Neppure un richiamo in prima pagina. Sogliamo, sfogliamo, si deve arrivare a pagina venti. Ecco il titolo: “ Studenti armati di carote centomila in piazza contro i tagli alla scuola”. L’articolo parla di manifestazione degli studenti e dei precari della Cgil. Poi  il racconto delle carote usate in tutte le salse. Bontà del cronista cita anche i “ docenti supplenti  che stanno nelle retrovie per fermare la macina  di Profumo”. Leggiamo attentamente, due , tre volte. Neppure una riga sullo sciopero promosso dalla Flc Cgil, sulle scuole chiuse,  sulle rivendicazioni al centro della giornata di lotta, sui cortei che vedono insieme gli insegnanti e i loro allievo. Uno sciopero scomparso. Davvero un record, in negativo, per un grande giornale quale è Repubblica .

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