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Lavoro. Fornero contestata a Torino da collettivo donne

TORINO – Ormai Elsa Fornero è sull’occhio del ciclone. Dopo le lacrime di coccodrillo il ministro del Lavoro non piace nemmeno alle donne che oggi l0’hanno duramente contestata a Torino all’interno del convegno organizzato alle Officine Grandi Riparazioni (OGR), «Mai più complici», organizzato dall’associazione «Se non ora quando?».

«Essere donne non basta – ha detto una sindacalista, alzando insieme alle compagne cartelli con scritte sul lavoro come »una donna senza lavoro è una donna senza libertà – le donne sono oggi molto deboli, il welfare non può essere legato alle nonne«. Il ministro ha subito invitato il gruppo a salire sul palco ma, in realtà, è nata una bagarre, le voci si sono alzate una sull’altra, mentre la platea, alcune centinaia di persone, manifestava forte fastidio. Il ministro è stato, tra l’altro, accusato, di non aver fatto abbastanza sul problema delle dimissioni in bianco. “Lei non vuole capire, non vuole partecipare ad un dibattito democratico, lei cerca solo la platea”, ha detto pacatamente il ministro Fornero cercando con i manifestanti un dialogo costruttivo. Dopo i momenti di tensione, il ministro ha tenuto il suo intervento, dopo di che, accompagnato dalla scorta, ha voluto incontrare il gruppo di donne che protestavano, prima di lasciare le OGR.

«È vero – ha poi ammesso Fornero –  che l’Italia sotto il profilo della partecipazione delle donne al mercato del lavoro in tutti i sensi è in forte ritardo. Rispetto all’Europa siamo molto indietro. Non c’è un solo strumento con cui intervenire, gli strumenti sono molti».  «A dispetto delle critiche che mi sono state fatte – ha aggiunto il ministro Fornero – credo che la riforma del lavoro guardi soprattutto al lavoro precario dei giovani e delle donne ed è mirata a costruire relazioni di lavoro migliori sia nell’interesse dei lavoratori sia nell’interesse dell’impresa. Nessuna legge può costringere una impresa a tenersi i lavoratori, nessuna legge può costringere l’impresa a fare impresa in un Paese ostile». Fornero ha poi sottolineato: «Noi dobbiamo invogliare i datori di lavoro ad avere buone relazioni di lavoro che vuol dire più produttive e meglio pagate. Questo credo che sia nell’interesse di medio periodo dei giovani e delle donne che sono oggi il segmento più sacrificato».

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