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Jimi Hendrix. A novembre una nuova biografia

Uscirà il 27 novembre la nuova biografia su Jimi Hendrix dal titolo “Jimi Hendrix. Mio fratello” (edizioni Skira). Scritta dal fratello minore Leon Hendrix a quattro mani con Adam Mitchell, la biografia sarà pubblicata a 70 anni esatti dalla nascita del grande chitarrista.

Johnny Allen Hendrix (in seguito ribattezzato James Marshall) nacque infatti il 27 novembre 1942 da una povera famiglia di ballerini semi-professionisti di Seattle. Il titolo stesso del libro suggerisce la volontà di privilegiare, non tanto l’aspetto più pubblico del geniale chitarrista, ma il lato più intimo e più inesplorato, il volto più umano e meno noto,  che nell’abbaglio di una vita straordinaria può essere talvolta sfuggito. Sono gli occhi di un familiare, nella fattispecie quelli del fratello minore, infatti a cogliere e a raccontare non più la sola parabola artistica di un inimitabile musicista, ma l’anima più inedita, quella più profonda, l’altra faccia insomma di quel “genio maledetto e sregolato” che fu di fatto  il più grande chitarrista di tutti i tempi. 

Dall’infanzia difficile vissuta in povertà, al rapporto complicato con i genitori, a quello protettivo e premuroso con il fratello, dal successo immediato e allo stesso tempo inaspettato fino agli eccessi che lo portarono alla morte,  agli inevitabili scontri famigliari legati all’eredità, tutto viene raccontato per la prima volta da una distanza estremamente ravvicinata. 

La prefazione italiana del libro è stata scritta da Enzo Gentile che  sottolinea proprio questo “inedito incontro ravvicinato” con la star: “Jimi Hendrix raccontato da vicino, come non era mai successo. Jimi fu una folgorazione, per il rock degli anni Sessanta e la musica intera. Un elettroshock, per quei tempi, e un insegnamento che dura tuttora. Con la sua chitarra si è accesa la luce, la musica di Jimi ha indicato la strada e alzato le difese immunitarie culturali di intere generazioni. Un genio compreso, senza confini”.  E come evidenzia Gentile, Hendrix fu davvero un genio senza tempo e senza confini. Con la sua prima entrata in studio il 23 ottobre del 1966 (esattamente 46 anni fa) presso i De Lane Lea Studios di Londra, quando realizza il 45 giri con “Hey Joe” e “Stone Free”, fino all’allucinato Electric Ladyland (che include la fantastica cover di All along the watchtower di Bob Dylan), Hendrix riesce a fondere il suo stile fantasioso e sfrenato con libere interpretazioni blues, rock e psichedeliche. Sfruttando al massimo  e audacemente le risorse della nuova tecnologia chitarristica (effetti di feedback, uso del pedale wah wah, distorsione spinta ai massimi limiti), Hendrix si rende precursore di un sound unico, in cui naturalezza e perfezione si fondono e si intrecciano come mai in precedenza, compiendo una rivoluzione da cui si sarebbero successivamente evolute tutte le varie sfaccettature del rock. 

Video All along the watchtower

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