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Vendola. Il Pm chiede 20 mesi. ‘Se condannato mi dimetto’

Incognita alle primarie del centro sinistra. Il 31 ottobre la sentenza

 

ROMA – Non ha dubbi Nichi Vendola, il quale ribadendo la sua innocenza sottolinea che se i giudici dovessero condannarlo lui si dimetterebbe subito. Sono infatti 20, i mesi che il Pm ha chiesto per il governatore della Puglia durante l’udienza preliminare nel processo che lo vede indagato per abuso d’ufficio nel concorso per primario ospedaliero. Bisognerà attendere il prossimo 31 ottobre, data in cui sarà emessa la sentenza, la cui condanna richiesta dal Pm è stata secondo Vendola “esorbitante”. Insomma una vicenda per il presidente pugliese troppo pompata  sull’aspetto mediatico rispetto alla gravità dei fatti.

Vendola dal canto suo si dice tranquillo: “Aspetto con assolutà serenità – ha detto –  . E’ del tutto ovvio che una sentenza di condanna, sia pure relativa a un concorso in abuso di ufficio per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe il mio congedo dalla vita pubblica.
Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia – ha aggiunto – credo che restituirà a me ciò che mi è dovuto cioè la mia totale innocenza. Il mio avvocato – ha poi precisato Vendola – ha smontato minuziosamente tutta l’impalcatura accusatoria. Le testimonianze ricavabili dalla stessa attività investigativa e dalle deposizioni in molteplici processi dicono quale sia stata la mia condotta, sempre totalmente estranea a qualunque intromissione, inappropriatezza o a qualunque commissione di reato o anche solo di illecito. Io non ho interferito perchè fossero commessi illeciti – ha riferito – .  Si è ritenuto di riaprire i termini del concorso e in Italia, negli ultimi anni, sono stati riaperti 181 mila concorsi per primario. Sono intervenuto per dire quale è stato il mio atteggiamento nei confronti del sistema sanitario – ha ricostruito il leader di Sel – le continue ‘interferenze che operavo nei confronti dei direttori generali e del management sanitario riguardavano solo ed esclusivamente lesioni dei diritti degli ammalati o problemi di disagio o malasanità. Questo è testimoniabile da tutti i direttori generali”.

Vendola ha infine ribadito di aver avuto rapporti con il primario dell’ospedale di Bari  solo dopo il concorso e nel momento in cui si occupava di far diventare quel reparto di chirurgia toracica un’eccellenza. “Sono orgoglioso – ha concluso – del fatto che in quell’ospedale abbiamo il terzo reparto migliore d’Italia, qualitativamente, e attrae tanti malati da fuori regione”.

Intanto la vicenda potrebbe causare qualche mutamento rispetto ai cinque candidati  del centro sinistra. Infatti l’incognita Vendola, ora più che mai, pesa nel futuro della coalizione. Di sicuro la perdita del carismatico governatore della Puglia potrebbe portare altrove i suoi potenziali sostenitori. Tuttavia prima di fare pronostici azzardati sarà bene attendere ancora sei giorni. Il verdetto farà il resto.

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