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Inps. Il precariato mette in crisi le pensioni. Esodati, di nuovo in alto mare

ROMA – Purtroppo chi  aveva avanzato forti dubbi, quasi certezze, sul fatto che la “riforma “delle pensioni  e quella sul mercato del lavoro potessero  avere effetto positivi sul sistema previdenziale  e sulla diminuzione del precariato aveva ragione.

La  conferma viene dalla Corte dei Conti nel rapporto reso noto sull’Inps.  In particolare proprio l’argomento di cui il ministro Elsa Fornero aveva fatto il cavallo di battaglia e cioè il precariato che si intendeva combattere è il grande accusato. Non solo non vi è cenno di posti di lavoro stabili, di una contrazione del precariato ma ciò provoca un aggravio della situazione dell’Inps.

La denuncia viene dalla Corte dei Conti

Denuncia la Corte dei Conti che le “crescenti forme di precarietà del mercato del lavoro, nei posti e nelle retribuzioni,  incidono sui futuri trattamenti pensionistici, soprattutto per le fasce più deboli (giovani e donne)” e avranno “riflessi su adeguatezza delle prestazioni e sostenibilità sociale del sistema”  La Corte poi sottolinea anche la necessità “di monitorare assiduamente l’incidenza delle riforme del lavoro e della previdenza obbligatoria sulla spesa pensionistica fino all’entrata a regime del sistema contributivo e sottoporre a riesame il modello della previdenza complementare”  Nel rapporto vengono previste “pesanti risultanze negative nel 2012, che incorporano lo squilibrio strutturale già evidenziato dalla corte” nel referto sulla gestione acquisita dell’Inpdap.” Per questo i giudici ritengono che siano “indilazionabili” le misure di risanamento dei principali fondi dell’Inps e la razionalizzazione di quelli minori “Commenta Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil:” E’ del tutto evidente che il sistema previdenziale subirà a stretto giro i contraccolpi dell’immensa precarietà che c’è nel mondo del lavoro”. “E’ uno scenario che deve essere assolutamente scongiurato – ha continuato – – ed è per questo che bisogna correre subito ai ripari dando ai giovani la certezza di un’occupazione e di una retribuzione adeguata altrimenti si ritroveranno con delle pensioni da fame più basse di quelle già misere che vengono erogate oggi”.

 Damiano: siamo giunti al capolinea

Ad aggravare gli effetti della “ riforma” delle pensioni arriva anche un nuovo colpo che riguarda gli esodati. La Commissione bilancio della Camera ha bocciato l’emendamento della Commissione lavoro che ampliava le garanzie necessarie per affrontare risolvere io problema. Non c’era la copertura finanziaria. Il voto di questa commissione  fa nascere molti sospetti in merito alla copertura del fondo per l’assistenza ai disabili, i malati di Sla. il ministro Grilli, dopo aver detto che non c’erano soldi, ora,  a seguito delle iniziative degli ammalati, in sciopero della fame e delle loro famiglie, delle denuncie da parte della stampa, in primo luogo dal nostro giornale, annuncia che questi fondi ci sono sempre stati. Eppure Fornero in un consiglio dei ministri ha perfino pianto perché i fondi non c’erano e il ministro Balduzzi aveva protestato. Qualcuno mente. Sulla pelle di persone affette da una gravissima malattia. Per quanto riguarda gli esodati , dice, Cesare Damiano, capogruppo Pd nella Commissione Lavoro, “siamo giunti al capolinea. Noi avevamo indicato una soluzione per dare copertura finanziaria ad una proposta che avrebbe risolto il problema. E’ chiaro però – afferma-che qualsiasi indicazione venga avanzata trova ostacoli, mentre il nodo va risolto” Il segretario generale della Cgil

La Cgil al governo: serve una norma generale per gli esodati

Vera Lamonica, afferma che“il Governo, dopo tante sceneggiate sui numeri, non può fare a meno di riconoscere che il tema degli esodati va affrontato. Però ritiene di procedere con la logica delle elemosine, dei 10.000 in più, che costituiscono pur sempre un risultato positivo della mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, ma sono – continua Lamonica – un voler proseguire nella logica della lotteria che non risolve il problema e con criteri di inclusione/esclusione sempre più ingiusti e incomprensibili.  La CGIL,riconferma la richiesta al Governo e al Parlamento che nella legge di stabilità venga definita una norma generale di tutela, individuando – conclude Lamonica – un meccanismo di finanziamento alimentabile anno per anno sulla base dei fabbisogni, e coprendo subito almeno tutti coloro che vanno garantiti nel 2013 e 2014

 

Pensioni, solo con lavoro certo per i giovani sistema sarà sostenibile
 
 “E’ del tutto evidente che il sistema previdenziale subirà a stretto giro i contraccolpi dell’immensa precarietà che c’è nel mondo del lavoro”. Il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone commenta quanto emerso oggi dal rapporto annuale sull’Inps della Corte dei Conti. “E’ uno scenario che deve essere assolutamente scongiurato – ha continuato Cantone – ed è per questo che bisogna correre subito ai ripari dando ai giovani la certezza di un’occupazione e di una retribuzione adeguata altrimenti si ritroveranno con delle pensioni da fame più basse di quelle giàmisere che vengono erogate oggi”.

Per arrestare una povertà che è sempre più dilagante non basta la social card ma ci vuole ben altro”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone in merito alla nuova carta acquisti allo studio da parte del governo.
 
“Certo che è meglio di niente – ha continuato Cantone – ma messa così rischia di essere un intervento residuale e di coprire soltanto la platea della povertà più estrema lasciando invece fuori milioni di pensionati che vivono con poche centinaia di euro al mese e che nei fatti si trovano in una condizione di assoluta difficoltà”. “Anziché rilanciare uno strumento che ha giàfallito nella sua precedente sperimentazione – ha concluso il Segretario generale Spi-Cgil – il governo dovrebbe intervenire seriamente per riattivare quel Fondo per le politiche sociali che è stato letteralmente smantellato dal governo Berlusconi, tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e investire sul welfare”.

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