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MeridianaFly. Una sentenza rimette al centro la rappresentatività sindacale

ROMA – Un’ importante sentenza dichiara l’illegittimità dei contratti collettivi stipulati da Meridianafly con le Organizzazioni Sindacali ed applicati ai lavoratori e rimette al centro il tema della rappresentatività sindacale.

Il Giudice Chiara Aytano di Tempio Pausania ha accolto il ricorso proposto dall’Avv. Alessandro Meloni, in rappresentanza di 121 lavoratori e ha dichiarato illegittimo l’accordo firmato nel marzo 2009 dai sindacati UIL e Anpav in rappresentanza degli assistenti di volo dell’ex Meridiana  spa (MeridianaFly). Il Giudice ha stabilito per i lavoratori ricorrenti il ritorno alle condizioni contrattuali precedenti e la restituzione del 30% della retribuzione per ciascun lavoratore dal 2009 in poi.

L’ allora AD  Gianni Rossi chiese la firma di un nuovo contratto collettivo del personale navigante con la riduzione del 30% delle retribuzioni in busta paga, la Cigil non firmò l’accordo che poi ratificò in seguito, mentre UIL e Anpav indirono un referendum che non raggiunse il quorum e  nonostante questo e le numerose richieste dei lavoratori di non firmare l’accordo i due sindacati  firmarono l’accordo nel marzo 2009.  A seguito di tale firma un gruppo di assistenti di volo, giudicando inammissibili le richieste da parte aziendale di intervenire pesantemente e strutturalmente sui salari e sulla normativa del contratto costituì un comitato spontaneo di assistenti di volo Meridiana, oggi entrato all’interno del sindacato USB, che  raccolse ed inviò le diffide dei lavoratori a firmare accordi non condivisi dalla categoria degli assistenti di volo.

“ I lavoratori, nella misura di oltre la metà dell’organico assistenti di volo della ex Meridiana Spa, ora MeridianaFly spa, si erano opposti all’operato dei sindacati- spiega l’avvocato Alessandro Meloni- sostenendo che oramai le OOSS non rappresentassero più gli interessi dei lavoratori ma fossero mosse da altre logiche e che sottoscrivessero ogni accordo collettivo desiderato dalla compagnia in danno dei lavoratori medesimi. Avevano, pertanto, scelto di farsi rappresentare da me anche nella contrattazione collettiva e diffidato sindacati e azienda. Ciononostante Meridiana aveva stipulato contratti collettivi con le Organizzazioni sindacali, gravemente pregiudizievoli per i lavoratori, e li aveva applicati anche ai lavoratori da me rappresentati. Il Tribunale di Tempio, ha accolto le domande dei lavoratori- conclude l’Avv. Meloni.
 “Oggi possiamo dire a tutti che il tribunale di Tempio ha riconosciuto l’illegittimità di quell’accordo del 31 marzo 2009, contro la chiara volontà dei lavoratori- dichiarano gli assistenti di volo che hanno visto riconosciuto il giudizio.
Abbiamo avuto ragione a capire e a dire ai colleghi che quella firma sbagliata sarebbe stata il preludio di ulteriori contratti peggiorativi- continuano i lavoratori
“La vittoria in tribunale su questa impugnazione ci ripaga di molti sacrifici, di solitudini e diffidenze subite ogni oltre limite. Tale percorso iniziato con l allora SdL e completato con USB ci ha reso più forti e consapevoli di avere visto giusto”

“Tutto quanto è stato fatto fino a questo momento “storico” lasciateci passare il termine, ha il solo scopo di riportare il potere decisionale nelle mani dei lavoratori e restituire dignità a chi come noi crede ancora possibile cambiare le cose, credendoci e lottando” concludono i lavoratori.

Un ricorso coraggioso quello dei lavoratori di Meridiana ed una sentenza che avrà inevitabilmente importanti riflessi nell’ambito dell’intero sistema italiano di relazioni sindacali, data anche l’attuale crisi di rappresentatività sindacale.

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