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Primarie. Bersani 44,9%, Renzi 35,5%. Il 2 dicembre si vota

ROMA – I dati ufficiali ancora non sono arrivati, ma è questione solo di poche ore. Tuttavia, ormai il dato emerso è palese: ballottaggio in vista tra Pier Luigi Bersani che sfiora il 45% e Matteo Renzi con il 35,5%. Seguono Nichi Vendola con il 15,6%,,  Laura Puppato con il 2,6% e  Tabacci che conquista l’1,4%.

Non sono mancate le polemiche sui dati emersi dal primo turno delle primarie tra il comitato promotore e lo staff di Renzi, secondo i quali la distanza tra il segretario e il sindaco sarebbe minore rispetto a quello diffuso, ovvero Bersani al 43,4% e Renzi al 38,8. Una contestazione alla quale i “renziani” non vogliono rinunciare, visto che hanno chiesto al partito di pubblicare on line  tutti i verbali dei nove mila seggi, dando la possibilità al secondo turno di far votare tutti. Richieste che arrivano direttamente dal portavoce di Renzi, Roberto Reggi, il quale chiede sia  cambiata la regola  che impedisce di votare al ballottaggio agli elettori che non hanno votato al primo turno. “Non accade nel mondo”, osserva Reggi e rilancia, polemicamente: “Cosa facciamo domenica? Se vengono a votare in tanti che non hanno votato al primo turno li mandiamo via?”

Insomma la battaglia, nonostante le congratulazioni e gli abbracci virtuali della scorsa notte, è ancora apertissima. Il sindaco di Firenze, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, ma c’è da aggiungere che  l “rottamatore” non ha  raggiunto copncretamente il suo vero obiettivo. Anzi, adesso si dice sicuro che i voti di Vendola andranno a Bersani, per cui la sua corsa a candidato premier svanirebbe.
 
Sul contrasto tra i due sfidanti è intervenuto anche Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Partito Democratico: “C’è qualcuno che vuole fare confusione gettando un’ombra sulla grande giornata di democrazia e sui risultati del primo turno delle Primarie. Ma i numeri stanno lì a dire che più di 3 milioni di cittadini hanno partecipato alla consultazione e che Bersani ha quasi 10 punti di vantaggio su
Renzi”.
Un risultato sul quale si può trarre già qualche conclusione in vista dell’atteso ballottaggio previsto per domenica 2 dicembre.

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