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ROMA – Molteplici storie si intrecciano. Alain ha il volto e veste i panni di un adulto, ma si atteggia da bambino.

Non riesce a trovare un lavoro stabile e soprattutto appare incapace di assumersi le responsabilità che il ruolo di padre e di marito richiederebbero. Jean-Pierre, cognato di Alain, ha il tono e i modi dell’uomo in carriera. In realtà è un avvocato di poco successo costretto a commettere gli stessi reati dei clienti che difende. Roxane, sorella di Jean-Pierre, è invece una giovane donna leggermente isterica e con uno strabordante desiderio di maternità. Quest’ ultimo dettaglio le rende complicata la relazione con il medico Bruno, il quale a sua volta fatica a districarsi fra i piccoli e grandi pregiudizi sociali relativi al colore scuro della sua pelle. 

Potremmo continuare a lungo nel descrivere una lunga galleria di personaggi. Durante l’anteprima persino alla più perfezionista delle mie colleghe sono sfuggiti alcuni dettagli di una trama fitta, difficile da riassumere in poche righe. A me verosimilmente ne saranno sfuggiti almeno il doppio. “Troppo amici” è un film corale (debitore di Daniel Pennac) che ha proprio il difetto di mettere troppa carne al fuoco generando un intreccio a maglie strette da cui non filtra aria. L’ eccessiva densità determina una diminuzione progressiva della fluidità e col passare del tempo la godibilità ne risente. Si poteva potare qualche ramo e ridurre la durata complessiva. Lo spettatore sarebbe stato comunque soddisfatto dato che il ritmo è serrato e le battute repentine e continue. Leggerezza ed umorismo sono dosati con sapienza: il divertimento non diviene mai greve. Per l’impostazione, l’ambientazione prevalentemente in interni e la costruzione narrativa, assomiglia più a una commedia teatrale che cinematografica. Il finale a suo modo lo conferma. Da questa matassa fatta da stretti legami familiari e storie di vita più o meno comuni emerge una relazione padre-figlio per alcuni aspetti rivoluzionaria. Mi riferisco al rapporto “futuristico” fra Alain ed il piccolo, scatenato, Lucien. Un padre anticonformista che concede al figlio la più grande delle opportunità: diventare se stesso. Una pedagogia ludica che rifiuta ogni forma di imposizione puntando tutto sulla fiducia. Con la buona sorte che garantisce il lieto fine di un progetto educativo fuori dagli schemi. Chissà se accade solo nelle “fiabe”.  

REGIA: Eric Toledano, Olivier Nakache
ATTORI: Vincent Elbaz, Isabelle Carré, François-Xavier Demaison, Audrey Dana, Omar Sy
 SCENEGGIATURA: Lucie Truffaut
FOTOGRAFIA: Rémy Chevrina
GENERE: Commedia
NAZIONE: Francia
DURATA: 102’
USCITA NELLE SALE: 6 dicembre

Troppo amici – Trailer

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