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ROMA – Anche il Pdl avrà le sue primarie. Si voterà, com’era stato deciso qualche giorno fa, il 16 dicembre: è quanto ha dichiarato Alfano ai microfoni di Tgcom 24 al termine del vertice di quasi 5 ore ad Arcore con Berlusconi, a cui è stato presente anche Gianni Letta.

Bisognerà attendere un po’, probabilmente, per sapere di cosa abbiano discusso Alfano e Berlusconi dopo aver condiviso la necessità delle primarie e di mantenere unito il Pdl. Non è chiaro se l’ex premier abbia espresso o meno la sua intenzione di candidarsi comunque, magari con una lista indipendente dal Pdl. “Se ci saranno decisioni in questo senso – ha dichiarato Alfano rispetto all’eventuale candidatura di Berlusconi – sarà lui a comunicarlo”. 



Cinque ore di confronto,poche certezze, un po’ di mistero

“Abbiamo parlato delle varie ipotesi della costruzione di un nuovo movimento-  ha aggiunto Alfano – ma io ho fatto presente che la cosa più giusta da fare è stare uniti perché uniti è più facile vincere, anche cambiando il nome, se serve”.

Un altro dei misteri da chiarire in casa Pdl è quello relativo all’intesa sulla legge elettorale, che nelle ultime ore sembra definitivamente sfumata. Sarebbe stato proprio Berlusconi a porre il veto ad una intesa raggiunta fra gli “ scriba” di Pdl, Pd e Udc. Lui vuole mantenere il “porcellum”. Ma dagli stessi senatori del Pdl che dovranno esaminare il testo della riforma si conferma l’intenzione di mantenere il testo su cui vi sarebbe l’intesa.Per quanto riguarda le elezioni, regionali e politiche, Alfano torna a riproporre un giorno unico. Visto che Polverini ha fissato per il 10 -11 febbraio le elezioni non si capisce se Alfano intenda anticipare le dimissioni di Monti. L’election day era stato infatti stabilito per il 10 marzo, ora l’unica possibilità è anticiparlo a febbraio.
La cosa certa è che quello interno al centro destra è un dibattito che si fa di giorno in giorno più logorante. Fino a ieri la prospettiva delle primarie sembrava sfumata del tutto. I sostenitori della Meloni, che si è appellata a Berlusconi perché tenga unito il centro destra, nei giorni scorsi hanno stazionato per ore in Via dell’Umiltà. L’ “effetto primarie”, dopo il successo di quelle del centro sinistra, si fa sentire. E anche gli elettori di centro destra vogliono poter scegliere il loro candidato. Che le primarie possano rivelarsi uno strumento quasi necessario sembrano averlo capito anche nel Movimento 5 stelle di Grillo: le primarie del movimento si terranno dal 3 al 5 dicembre,e serviranno per scegliere gli aspiranti deputati. Si voterà online.
Si è parlato di primarie anche nel corso dell’Assemblea aperta di Fli dal titolo “Dal Manifesto per l’Italia alla Lista per l’Italia”, che si è tenuta a Roma, al teatro Capranica.

Fini a Casini e Montezemolo: subito la lista per l’Italia

“Ho seguito, come tanti, con interesse – ha affermato Fini – le primarie del centrosinistra. Condivido l’opinione di chi ha detto che la loro capacità è consistita, per l’afasia e debolezza del centrodestra, nel mantenere all’interno del perimetro del centrosinistra il confronto tra vecchio e nuovo, il confronto tra maggioranza e opposizione, tra modelli non esattamente coincidenti. È un merito certo del centrosinistra ma è anche gravissima responsabilità del centrodestra”.

Fini ha rimarcato la necessità di costituire subito la lista per l’Italia, quale che sia la legge elettorale.
E si è rivolto a Casini e Montezemolo:
“La Lista per l’Italia, lo dico a Casini e Montezemolo, ha senso non come collezione di etichette, sigle o calcoli di convenienza per una presenza in Parlamento, ne’ per giocare il ruolo di ago della bilancia- ha precisato Fini. Ma semmai come progetto per delineare un futuro migliore e valori di riferimento immediatamente percepiti dalla pubblica opinione.” Dal canto suo Casini parlando ai giovani in una assemblea dell’Udc a Caserta ha affermato: “C’è bisogno di ricostruire l’Italia parlando non il linguaggio del populismo, della demagogia, delle promesse, e in questi anni ne abbiamo sentire troppe, ma parlando il linguaggio della serietà e della verità”. Casini ha quindi ribadito che l’obiettivo è “ricostruzione coi popolari, coi riformatori, anche coi moderati, perché no, che vedono come a destra ci sia la distruzione e l’inganno rispetto alle illusioni di questi anni”. Ma non nomina Montezemolo. A cominciare dalle primarie del Pdl, nel centro destra niente sembra più così scontato.

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