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Consumi. Un anno nero e non si vede luce in fondo al tunnel

ROMA – Lo spread si alza e si abbassa, e c’è chi addirittura ogni tanto azzarda che il peggio sia passato.

  I consumi, un segnale importante sullo stato reale dell’economia, continuano a diminuire Secondo gli studi dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), il 2012 si chiuderà con un decisivo calo, pari addirittura al -5,2%. La spesa complessiva di ogni famiglia  sarà minore di circa 1.500 euro: vale a dire che il mercato subirà la mancata immissione di quasi 37 milioni di euro.  E non si vede luce in fondo al tunnel

Federconsumatori. Urgenti misure di sostegno alle famiglie

Nemmeno il periodo natalizio fa eccezione: sarà un Natale oculato, quello degli italiani, più oculato di quanto si prevedeva. La contrazione relativa alle spese natalizie, secondo le prime stime dell’Onf. , risulta pari al -12%; in alcune città si è registrata una caduta anche superiore al -15%.
Di fronte a dati così sconfortanti, come quello del commercio, in calo del -3,8% su base annua, secondo Federconsumatori. il Governo dovrebbe mettere in campo misure di sostegno alle famiglie e al loro potere d’acquisto, che va sempre perdendo consistenza.
 “Piuttosto che escogitare come appesantire ulteriormente gli oneri a carico delle famiglie, attraverso nuove tasse dei rifiuti che si prospettano salatissime o provvedimenti improbabili ed improponibili come l’ulteriore aumento dell’IVA, bisognerebbe disporre un blocco delle tariffe, un’anticipazione immediata dei saldi ed una detassazione a favore del reddito fisso, lavoratori e pensionati.” – così Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Flessione nelle vendite al dettaglio e nella grande distribuzione

L’Istat, per il mese di ottobre, ha rilevato una flessione anche per quanto riguarda le vendite al dettaglio, che sono diminuite di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di quasi quattro su base annua. Negli ultimi mesi non sono stati registrati aumenti, quello di ottobre è il quarto calo consecutivo.
Anche la grande distribuzione ha subìto i contraccolpi di una situazione così delicata, segnando un calo del 4,8% su base annua. Ipermercati e supermercati perdono rispettivamente -6,7% e -2,6%. Non è un caso se sono i discount a portare il segno positivo, segnando un +0,6%.
Rispetto al mese di settembre risulta in calo anche il comparto del non food, e in particolare, come rileva l’Istat, in settori particolari come quello dei “supporti magnetici, degli strumenti musicali”, con -11,6%, degli “elettrodomestici, radio, tv e registratori” -6,6%, dei “giochi, giocattoli, sport e campeggio”, oltre che delle “calzature, articoli in cuoio e da viaggio”,che segnano entrambi un -6,3%.

 Confesercenti. La situazione peggiora velocemente
La Confesercenti, con una nota, ha espresso la sua apprensione per la situazione che è emersa dai dati Istat, che denunciano in particolare un’accelerazione della flessione.
Sembra proprio che le cose stiano peggiorando velocemente. È necessario che chi andrà al Governo si occupi con onestà della crescita, trovando un sistema per favorire la ripresa dai consumi da parte degli italiani. Solo allora, forse, la crisi potrà essere considerata “acqua passata”.La Coldiretti ha rilevato anche come sia cambiato l’atteggiamento degli italiani al supermercato. Pare che 2 su 3 facciano attenzione a raffrontare i diversi prezzi di uno stesso prodotto, facendo attenzione a risparmiare.

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