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Siria. 2,5 milioni di civili colpiti dal conflitto

DAMASCO – “Il conflitto in Siria  colpisce in maniera sproporzionata almeno 2,5 milioni di civili e gli attori interessati su entrambi i lati del confine sono stati esortati a garantire che coloro che hanno abbandonato le proprie abitazioni in tutto il paese siano in grado di raggiungere un luogo sicuro”.

È quanto afferma l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati (Unchr) aggiornando la stima dei rifugiati registrati a 475.280 persone, dei quali 138.889 si trovano in Giordania, 133.895 in Libano e 130.449 in Turchia.
 «In alcune aree l’insicurezza si è estesa fino ai confini del paese rendendo la fuga nei paesi limitrofi particolarmente pericolosa», ha evidenziato Erika Feller, assistente dell’Alto Commissario dell’Onu per i
rifugiati al termine di una visita al campo rifugiati di Zàatri, in Giordania, il Paese che ospita il maggior numero di profughi siriani, seguita da Libano, Turchia, Iraq (60.300) e Paesi del Nord Africa (11.700).
Il campo di Zàatri, in particolare, da quando è stato aperto quattro mesi fa ha ricevuto «oltre 60mila rifugiati siriani» e attualmente ospita «32mila persone», ha ricordato Feller sottolineando come nel campo le attività per far fronte alle rigide temperature invernali «siano ben avviate»: sono state distribuite oltre 30mila coperte termiche, le tende sono state rinforzate, sono stati allestiti oltre 1.300 alloggi
prefabbricati ed è in corso di costruzione un sistema di drenaggio pronto a funzionare in caso di temporali. La preoccupazione dell’agenzia Onu resta comunque alta. «La popolazione civile innocente è la prima vittima del conflitto in corso in Siria», ha osservato Feller ricordando come, secondo le stime dei governi della regione, dal conflitto sono fuggite «altre diverse migliaia di centinaia di siriani – fino
a 150mila in Egitto, 100mila in Giordania e 70mila in Turchia – che non si sono ancora presentate per la registrazione».

Anche gli scontri di oggi hanno provocato almeno 123 morti. Secondo un bilancio provvisorio dei Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell’opposizione ben 88 delle vittime sono segnalate a Damasco e nei suoi dintorni, compresi 29 studenti e un insegnante morti in un bombardamento con mortai su una scuola del campo rifugiati di Wafidin. L’agenzia governativa Sana ha accusato di questo  bombardamento i «terroristi», termine abitualmente usato per indicare i ribelli armati. L’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) fornisce un bilancio più ridotto affermando che nel bombardamento sono morti nove studenti e un insegnante e non precisa chi siano stati i responsabili.
Gli Lcc segnalano bombardamenti governativi su quartieri meridionali di Damasco dove sono presenti forze ribelli e su diversi sobborghi, oltre che sulla cittadina di Duma, 15 chilometri a nord-est della capitale. La stessa fonte riferisce di intensi bombardamenti anche ad Aleppo e nella provincia di Dayr az Zor.

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