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260mila precari nella PA. Dettori, Cgil: ‘Patroni Griffi in stato confusionale”

ROMA – Sono tra i 250 e i 260 mila i precari della pubblica amministrazione e per loro «non è possibile pensare a una stabilizzazione di massa».

E’ quanto ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi. Il ministro, in audizione alla commissione Lavoro della Camera, ha spiegato che si calcola nei precari «ogni forma di contratto flessibile e a termine» con la pubblica amministrazione. E che 130 mila sono nella scuola, 115 mila nella sanità e 15 mila nelle amministrazioni centrali. Per loro, ha chiarito Patroni Griffi, si punta a una proroga fino al massimo di 36 mesi. Il ministro fa sapere che questo sarà il contenuto dell’atto di indirizzo che il Governo invierà all’Aran per un accordo quadro che definisca settori e tipologie e anche dove è possibile derogare al limite massimo dei 36 mesi per i contratti a termine nella pubblica amministrazione.  
L’annuncio di Patroni Griffi ha scatenato le ire dei sindacati. Per Rossana Dettori, Segretario Generale Fp-Cgil Nazionale, il ministro è  “in stato confusionale e getta nel panico oltre 260mila lavoratori”, poichè i i numeri  cambiano troppo spesso.
“Apprendiamo dal Ministro – spiega la Dettori –  che i precari del lavoro pubblico sono 115mila nella sanità e negli enti locali, 15mila nelle amministrazioni centrali, 130mila nella scuola, per un totale di 260mila. Fino al 28 novembre, data del penultimo incontro di Palazzo Vidoni, erano 235mila. Dando per buona l’ultima stima, in due anni, stando ai ben più credibili dati della Ragioneria generale dello Stato riferiti al 2010, che censivano in sanità, enti locali e amministrazioni centrali 160 mila precari, ne avremmo già persi per strada 30mila solo nelle pubbliche amministrazioni, scuola esclusa. Patroni Griffi, con i suoi continui rilanci, utilizzando in modo mediatico dati sempre poco trasparenti e cambiando troppo spesso le carte in tavola, non fa che gettare nel panico i lavoratori. Oggi rivede di nuovo al rialzo anche i numeri degli esuberi. Un tecnico dell’incertezza in apparente stato confusionale”.  

“Da tempo – continua Dettori –  denunciamo l’espulsione di questi lavoratori a causa di un provvedimento del precedente Governo, il decreto 78 dell’ex Ministro Tremonti, che obbliga gli enti a ridurre del 50% la spesa per il personale precario. Questo, anche se il Ministro Patroni Griffi ha per lungo tempo glissato, ha causato già licenziamenti e ne causerà ancora, per un totale di 80mila espulsioni in 2 anni. Mentre i nodi vengono al pettine e le scadenze si avvicinano – continua Dettori – invece di lavorare a un accordo quadro credibile e spingere affinché ci sia una proroga immediata dei contratti, spiegando anche con che strumento legislativo andrebbe operata, il Ministro continua a dare comunicazioni contraddittorie e a utilizzare artatamente i numeri”.

“Siamo di fronte alla più grande crisi aziendale vissuta dal Paese, al rischio di nuova disoccupazione, e Patroni Griffi continua a mettere gli uni contro gli altri, adesso persino i giovani contro i precari. Il mix di esuberi, licenziamento dei precari e blocco del turno over, dovrebbe indurlo a maggiore cautela. Ma soprattutto, tra un esercizio ragionieristico e l’altro – conclude la sindacalista – il Ministro dovrebbe spiegare in che modo verranno tenuti in piedi i servizi, particolare che sembra non interessarlo”.

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