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Crocetta parte con la sua rivoluzione. L’udc Ardizzone alla presidenza con franchi tiratori

ROMA – Un liquidatore unico per le tredici partecipate da eliminare, la cancellazione di revisori e degli ultimi organi amministrativi rimasti infine il trasferimento dei dipendenti in organico nei dipartimenti regionali.

Prende così il via il tentativo del governatore Saro Crocetta di calare la mannaia sulle società partecipate della Regione. Questo processo di cura dimagrante e razionalizzazione segue alla decisione presa durante la riunione della prima Giunta di governo svolta al centro Padre Puglisi di Brancaccio nel corso della quale è stato deciso il taglio orizzontale del salario accessorio. Il colpo di scure avrebbe un impatto immediato per un centinaio tra dirigenti e manager, compresi i 25 superburocrati alla guida dei dipartimenti che dovranno rinunciare a circa 900 euro al mese, risultato che certamente non sarà una tragedia visti gli stipendi da favola. Questi tagli hanno ricevuto il placet e l’apprezzamento del Pd e del leader dell’Udc in Sicilia, Giampiero D’Alia secondo il quale bisogna continuare su questa strada e anche nel settore sanitario è necessario procedere con decurtazioni anche più robuste fino al 30 per cento. Questa strada intrapresa pare molto apprezzata dai Siciliani che stanno seguendo con grande attenzione le scelte del neo presidente regionale il quale aumenta il suo gradimento e la sua popolarità’, nonostante qualche passo falso nella costituzione della Giunta.

 Intanto sembra smaltito qualche mal di pancia in casa PD per la conferma dell’assessore Patrizia Valenti poco gradita ad un’area del Partito Quest’ultimo problema  dovrebbe comunque essere superato senza particolari problemi atteso che Crocetta ha già dichiarato chiusa la vicenda confermando la Valenti in giunta essendo il reato di cui è accusata non inserito nel codice deontologico ed etico della commissione Antimafia.
Ieri nel primo giorno di scuola della sedicesima legislatura alla fine tutto va secondo copione. Giovanni Ardizzone è il nuovo presidente dell’Assemblea regionale nonostante i franchi tiratori in agguato e i distinguo in casa Pd e nell’area Crocetta, con il presidente molto critico sull’asse Udc-Pdl. Al deputato dell’Udc bastano i 46 consensi ottenuti nella seconda votazione anche se teoricamente ne avrebbe dovuti ottere 62 considerando quelli del Pdl e del Pid.
“Non è più il momento dei gattopardi- esordisce Ardizzone- bisogna eliminare i rami secchi dello statuto”. I colleghi sono avvertiti! Resta infine la goliardica confusione  dei grillini che hanno marciato con amici e parenti verso Palazzo dei Normanni urlando lo slogan: la presidenza spetta a noi” mentre sul web attaccano Crocetta per il carattere fumoso delle dichiarazioni, spiegando che si aspettano atti concreti svolti a scardinare il sistema affaristico. Insomma una vigilia di Natale di grande fermento per una Sicilia che tra conservazione e pulsione al rinnovamento si prepara alle sfide rivoluzionarie che Crocetta tenta di imprimere.

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