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Teatro Sala Umberto. Tutto Shakespeare in 90 minuti. Recensione

ROMA – Ogni volta che la parola “rilettura” si affianca al nome di Shakespeare, un brivido corre lungo la schiena degli amanti delle sue opere. Se la rilettura in questione, poi, abbandona il tema della contemporaneità – tanto in voga negli ultimi anni – per trasformarsi in semplice parodia, iniziano a tremare le vene dei polsi.

Eppure questa volta il Sala Umberto ha fatto centro, proponendo uno spettacolo veloce, grazioso e ben congegnato, che per una volta – e non è poco – suscita risate senza sconfinare nella trivialità che nel panorama comico italiano sembra esser ormai l’unico mezzo conosciuto per divertire.

C’è da dire che l’opera ha una sua storia: nata dalle menti e dalla penna di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield, questo Tutto Shakespeare in 90 minuti ha debuttato per la prima volta trent’anni fa, restando a lungo spettacolo di punta al Criterion Theater di Piccadilly Circus a Londra. La versione italiana, frutto della traduzione di Paolo Valerio e della regia (e adattamento) di Alessandro Benvenuti, vive grazie alla presenza scenica e alla verve dei “mostri sacri” Zuzzurro e Gaspare, affiancati da uno splendido Maurizio Lombardi.

Ed ecco quindi che i “sirs” Andy, Norman e Maurice, portatori della cultura Shakespeariana in un paese dominato dalle sit-com e dalle veline, un po’ santoni divulgatori della Parola del Bardo, un po’ maghi dell’improvvisazione, travolgono – anche fisicamente – il pubblico in sala, e il tempo vola, tra un Tito Andronico che racconta come preparare sformati di testa umana al pubblico di Masterchef, il rap del Moro di Venezia, la nascita della dinastia dei Tudor vissuta come una partita di Champions League e un Amleto che da solo vale l’intero spettacolo.

Prendendo in giro le tendenze moderne ad attualizzare Shakespeare, ambientando le opere in “paesaggi lunari o valli della Brianza lecchese” e ricordando che in fondo in Shakespeare “le tragedie sono molto più divertenti delle commedie”, i tre istrioni dominano la scena, senza mai scadere nei doppi sensi o nel cattivo gusto. La preparazione c’è e si vede, e lo spettacolo risulta alla fine un gioco divertente, allegro, ben recitato e coinvolgente. Uno Shakespeare più leggero ma non per questo meno interessante.

Tutto Shakespeare in 90 minuti

Di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield

Con Zuzzurro & Gaspare e Maurizio Lombardi

Ideazione e progetto di Paolo Valerio

Adattamento e regia di Alessandro Benvenuti

Al teatro Sala Umberto dal 4 dicembre

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