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Benzinai sul piede di guerra. Da stasera sciopero per 3 giorni

La Federconsumatori teme disagi e speculazioni

ROMA – L’accordo tra gestori e compagnie petrolifere non è stato raggiunto e adesso scatta il preannunciato sciopero. Dalle 19 di questa sera fino alle 7 di venerdì sulla rete ordinaria non sarà possibile rifornirsi di carburante, mentre sulla rete autostradale impianti chiusi dalle 22 di oggi alle 22 di giovedì. “Nemmeno il Governo dei tecnici – affermano in una nota congiunta Fegica Cisl, Figisc-Anisa Confcommercio e Faib Confesercenti – trova la forza e gli strumenti adatti per costringere le compagnie petrolifere a rispettare le leggi vigenti e che esso stesso ha introdotto”. Come noto, i gestori lamentano una sostanziale inadempienza da parte delle compagnie a rispettare gli impegni sottoscritti il 27 luglio, che avrebbero dovuto portare a trattative sui temi più controversi, dai rinnovi contrattuali all’utilizzo delle carte di credito, fino agli oneri a carico dei distributori. I gestori parlano quindi di “comportamenti che costituiscono una vera e propria aggressione nei confronti di circa 24.000 piccole imprese di gestione e di oltre 120.000 lavoratori occupati nel settore”. Accuse, queste, che le compagnie rispediscono al mittente. L’Unione petrolifera parla infatti di richieste “del tutto pretestuose e non corrispondenti alle reali condizioni di un mercato in forte contrazione”
 
Sulla vicenda è intervenuta anche la Federconsumatori che teme disagi e soprattutto speculazioni. “Siamo fortemente delusi dalla mancata volontà di intervenire da parte del Governo, che non è riuscito a scongiurare lo sciopero dei distributori di benzina. Una forma di protesta che sicuramente creerà forti disagi ai cittadini: non solo molti rischieranno di rimanere “a secco”, ma, come consueto, vi sarà la corsa al rialzo da parte di alcuni distributori scorretti, sempre pronti a far pagare a peso d’oro il poco carburante disponibile.
Pur condividendo le rivendicazioni dei distributori, che invocano da anni una riorganizzazione dell’intero settore ed una modernizzazione della rete di distribuzione, siamo convinti che era doveroso evitare lo sciopero, a maggior ragione in un momento delicato come quello che le famiglie e l’intero Paese stanno attraversando.
Siamo convinti – continua la nota della Federconsumatori –  della validità e della necessità delle richieste avanzate: un serio piano di modernizzazione porterebbe, infatti, ad un risparmio di 10 centesimi al litro, pari a -120 Euro all’anno per costi diretti e a -90 Euro all’anno per costi indiretti. Un risparmio non indifferente, soprattutto alla luce dei pesanti aumenti dei carburanti registrati negli ultimi anni.
Per questo è fondamentale che il Governo prenda coraggio e si decida ad intervenire con determinazione su tale settore, avviando le misure necessarie per un abbattimento dei costi e per una maggiore efficienza del sistema: a chiederlo non sono solo i distributori, ma tutti i cittadini”.

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