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Monti si vendica e manda in soffitta Berlusconi. Ora dica che vuol fare da grande

ROMA – “Sì, vendetta, tremenda vendetta di quest’anima è solo desio .di punirti già l’ora s’affretta,che fatale per te tuonerà. Così canta Rigoletto.

Parole e musica si adattano perfettamente al palcoscenico allestito dal Partito popolare europeo nella sede dell’ Academie Royale del Belgique a Bruxelles. Monti non è Rigoletto. Ma la sua  vendetta nei confronti di Berlusconi che, di fatto,lo ha costretto alle dimissioni anticipate, mandando in avanscoperta il suo assistente, Angelino Alfano, ha la stessa intensità, ferocia quasi, del grido di Rigoletto. Ora gli ultimi rimasugli del Pdl cercando di buttarla in valzer, affermano che Berlusconi sapeva che sarebbe arrivato anche Monti. Anzi sarebbe stato proprio il cavaliere a sollecitare il presidente del Ppe perché invitasse l’attuale premier. Insomma sarebbe stato il cavaliere l’artefice di questa commedia, squallida, recitata  al vertice del Ppe. Si dice anche che non a caso proprio il giorno prima, guarda caso alla presentazione del libro di Vespa, sempre pronto ad offrire i propri servigi,  il cavaliere aveva annunciato l suo passo indietro purché fosse Monti l candidato della destra e dei moderati. Lui si sarebbe accontento di essere a capo di questo schieramento.

Il cavaliere cade nel trappolone costruito dal Ppe

La realtà è ben altra.  Berlusconi che certo ha perso il pelo ma non il fiuto,aveva avvertito che a  Bruxelles sarebbe stato “processato” per “ antieuropeismo e populismo. Ha cercato, con la forza della disperazione, di ribaltare la situazione. Ma ha finito per aggravare la sua  posizione.  E’ cascato nella trappola tesa  dai dirigenti del Ppe,Martens  e Daul.Era all’oscuro dell’invito rivolto al presidente del consiglio italiano proprio da Martens in persona. Ha fatto il suo ingresso subito dopo l’entrata di Anghela Merkel. E Berlusconi ha capito che  c’era più trippa per gatti. Il Ppe l’aveva giubilato. Non solo a Bruxelles si sono sprecate le lodi per quanto Monti ha fatto per l’Italia e l’Europa. In testa proprio la Merkel che ha giocato, con tutti i mezzi che aveva a disposizione, una partita in cui non si è mostrata proprio alleata del premier italiano. E dalle lodi si rapidamente passati alla pressione nei confronti di Monti perché si presenti come candidato  a presidente del Consiglio di uno schiarimento moderato tutto da costruire. E Berlusconi subito ha detto: “ Io ho fatto per primo  questa proposta”. Ma non ha trovato alcun applauso.

Ma questi famosi moderati chi sono

 E ora? Tante le interpretazioni. In primo luogo Monti ha accusato esplicitamente il cavaliere per gli attacchi, anche sul piano personale, che gli ha portato o fatto portare,poco importa. Allora sarebbe strano un trasformismo da far invidia a Fregoli se Monti stringesse un patto di alleanza proprio con il cavaliere. Quindi fuori uno. Ancora più strano se Monti contasse sull’appoggio della Lega, Non solo Maroni ha già detto che non se ne parla neppure. Se\c’è qualcuno che è antieuropeo, populista, questo è proprio la Lega. Non solo Grillo che è un caso a parte. La destra di Storace non sembra digeribile neppure per il Partito popolare europeo. Che resta? I frammenti del Pdl che si sta squagliando?  Ci sono quelli che stanno con crosetto e la meloni, nemici giurati di Monti, quelli di Frattini, appassionati montiani. Ancora: i La Russa e Gasparri  che, forse, torneranno nella loro tana di destra. Dimenticavamo Bruno Vespa al quale brillavano gli  occhi al solo pensiero di un grande schieramento  in grado di sconfiggere il centrosinistra. Forse così hanno pensato i dirigenti del Ppe.  E’ vero che qualcuno, Merkel per esempio, ha fatto un passetto indietro dicendo che non si sognerebbe mai di interferire nelle elezioni italiane. Ma ormai la frittata il  Ppe l’ha fatta.

Il teatrino del Ppe  non mette in difficoltà Bersani

 Credendo di  mettere in difficoltà il Pd e il centrosinistra, contrariamente a quanto pensano alcuni opinionisti, forse lo auspicano, pensiamo che il teatrino del Ppe rafforzi Bersani. Votato dalle primarie cui hanno partecipato più di tre milioni di cittadini, in procinto di nuove primarie per designare  i parlamentari, il leader della coalizione di centrosinistra, dei progressisti,, del rappresenta l’unica certezza per dare al Paese il governo della buona politica, del cambiamento, della alternativa.  Monti, ora, non può più tacere,deve dire cosa intende fare da grande. Non fosse per altro  lui ha un debito molto grande verso chi, ancora, lo sta sostenendo, il Pd, mentre i “ moderati “ del Pdl, che lo indicano come premier, si astengono o lasciano le aule del Parlamento. Fosse per loro l’Italia sarebbe a gambe all’aria. E i debiti, prima o poi vanno onorati. Così si fa fra persone perbene.

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