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Sanità. San Filippo Neri: dal rischio chiusura al rischio smembramento

ROMA- La sanità laziale è al collasso e la scure dei tagli si sta abbattendo un po’ su quasi tutte le strutture sanitarie, poli di eccellenza e di riferimento anche per chi viene da fuori Regione, se non addirittura dall’estero.

In questi ultimi mesi le contestazioni da parte di medici e operatori del settore sono state quotidiane e hanno coinvolto numerose strutture ospedaliere, Cto, Eastman, Oftalmico, Forlanini, Fatebenefratelli, Idi e San Carlo, che addirittura da quattro mesi non percepiscono stipendio e non ultimo, da qualche giorno, anche il San Filippo Neri. 

Il problema è che “l’attacco” non è ai singoli ospedali, alla singola struttura sanitaria, ai medici, è qualcosa di molto più preoccupante, perché è un vero e proprio “assalto” alla salute pubblica.  Si parla infatti di chiusure di intere strutture,  di smembramenti di reparti, di riduzione di posti letti e di tagli indiscriminati al personale. Il San Filippo Neri è solo l’ultima struttura, almeno in termini temporali, ad essere finita nella morsa dei tagli.

Proprio oggi si è tenuto un confronto tra i medici e il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Roberto Lala. “È forse scongiurata la chiusura dell’intera struttura, ma ora si parla di quella possibile di due reparti, quello di Cardiochirurgia e di Neurochirurgia – spiega il direttore sanitario Lorenzo Sommella – in vista anche della giornata importante di domani, in cui il commissario Bondi presenterà il piano di riassetto, vogliamo far conoscere quali sono le buone ragioni per non chiudere e i medici lo stanno facendo anche con una mobilitazione che ritengo civile e ordinata e che non sta facendo mancare nulla ai nostri pazienti”. 

Quello lanciato dai medici dell’azienda ospedaliera San Filippo Neri è un vero grido d’allarme; solo sei mesi fa infatti  il Ministro Balduzzi aveva inaugurato un nuovo edificio con diversi nuovi posti letto.  Ecco invece ora il “tecnico” Enrico Bondi pronto ad intervenire per “risanare” a suon di tagli i vari fallimenti delle aziende sanitarie. “Come si può risanare – si chiede Corrado Stillo – responsabile dell`Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti  dell’associazione Onlus Giuseppe Dossetti  – stando seduti davanti ad un pallottoliere senza conoscere il territorio”. Nelle prossime ore l’associazione invierà ai membri di Camera e Senato e al Governo una lettera appello “per far luce su quanto si sta per abbattere sulla sanità laziale”.

Il San Filippo Neri è peraltro una struttura  importante  per alcune specialità mediche considerate eccellenze,  proprio come quella cardiochirurgia, che forse sta invece per chiudere.  Un ospedale  che crea notevoli flussi in entrata sul territorio, si parla di una media del 10% di pazienti da fuori regione, con dei picchi che in qualche caso raggiungono il 40%. 

I criteri di chiusura non sono ancora molto comprensibili e sono solo parzialmente imputabili alla crisi economica. I precari sono ovviamente i primi a rischiare il posto di lavoro, ma a rischiare sono soprattutto i pazienti. “Non capiamo la fretta di rendere esecutivi questi tagli e il nostro primo pensiero va naturalmente alle persone che abbiamo in cura – spiega la dottoressa Antonella Rizzo del reparto di  Neurochirurgia – gli sprechi veri di questo ospedale andrebbero forse indagati e non si riducono certo tagliando i posti letto”.

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