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Ilva. La Camera approva il decreto. Ora passa al Senato

Bonelli: “Il parlamento ha sfiduciato la Costituzione”

ROMA – Semaforo verde dalla Camera al decreto Ilva. I favorevoli sono stati 420, 21 i no e 49 gli astenuti. Il dl passa ora in aula del Senato. «È stato  approvato a larghissima maggioranza un provvedimento chiave per lo sviluppo sostenibile», con regole che contengono «protezione della salute, dell’ambiente e dell’attività industriale». Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a margine del voto finale. Il provvedimento non è solo «importante per l’Ilva di
Taranto», ricorda il ministro, ma anche «per le attività industriali del Paese che devono affrontare la sfida dell’innovazione tecnologica e della protezione dell’ambiente e della salute».
Con questo provvedimento «viene stabilito il principio chiaro che corrisponde alla regola europea ‘chi inquina paga», sottolinea Clini. L’Ilva di Taranto, ribadisce il ministro, «deve sostenere i costi del risanamento ambientale», previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale. Su questo «lavoreremo», perchè l’azienda «realizzi gli interventi prescritti», aggiunge Clini.

E infine: «Abbiamo creato, con questo provvedimento, le condizioni per un rapporto chiaro con la magistratura, non un conflitto». Con questo provvedimento, «le amministrazioni devono far rispettare le regole e non dimenticarsi l’obbligo della protezione ambientale», sottolinea Clini. Adesso «le regole sono chiare e sarà più facile per tutti il proprio mestiere», chiosa il ministro.

Bonelli: “Il parlamento ha sfiduciato la Costituzione”

“Con il voto sul decreto salva Ilva oggi il Parlamento ha sfiduciato la Costituzione”. Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “Non solo è un provvedimento incostituzionale sotto più profili (viola gli articoli 3-9-32-112 della Costituzione), cosa che emergerà con assoluta chiarezza quando se ne occuperà la Corte Costituzionale, ma è uno schiaffo senza precedenti alla magistratura che viene commissariata e umiliata”.

“Oggi per decreto si è deciso che i cittadini di Taranto possono continuare ad ‘ammalarsi’ e ‘morire’ per l’inquinamento senza che il governo sia stato in grado di varare un provvedimento, nemmeno uno, a tutela della salute dei cittadini – prosegue il leader ecologista -. Il decreto approvato oggi risponde solo agli interessi dell’azienda mentre umilia e schiaffeggia e una città intera. E’ un’offesa alle 20 mila persone che, nel silenzio dei media, sono scesi in piazza sabato scorso contro questo provvedimento”.

“Al ministro dell’ambiente Clini e al presidente Monti facciamo una domanda: quante vite umane vale una tonnellata di acciaio? Dopo questo decreto che introduce la libertà di inquinare a questa domanda noi Verdi pretendiamo una risposta da un governo che non da risposte – conclude Bonelli -. A questa domanda pretendono una risposta i cittadini di Taranto che, diversamente da Clini, Monti e i parlamentari devono convivere la malattia e la morte provocato dall’inquinamento. Oggi con questo decreto è stata svenduta la vita delle persone che vivono a Taranto”.

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