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Il parroco di Lerici. Il femminicidio è colpa delle donne. Sono loro che provocano

Non ci sono dati ufficiali sulla violenza contro le donne. Nell’anno che se ne sta andando  sono state uccise perlomeno centodieci donne. Ma ogni giorno viene segnalato un nuovo delitto, quasi sempre entro le mura domestiche. Oggi a Bordighiera un uomo ha ucciso la moglie e la cognata proprio nella Regione in cui è comparso il volantino contro le donne.

Una donna su tre è vittima di violenza, il 35% non presenta denuncia. Nella giornata mondiale contro la violenza, il femminicidio è la parola che meglio esprime questa drammatica situazione, l’Onu ha richiamato il nostro Paese.  Qualcosa è stato fatto ma è troppo poco. Sempre nel corso della “giornata” ci  sono state prese di posizione, dichiarazioni, impegni. Sono stati resi noti rapporti, inchiesta documentate. Insomma c’è un paese, la società civile, come si dice, le istituzioni, le forze politiche che prende posizione. Tutti, o quasi tutti. C’è infatti un parroco di una cittadina sulla costa tirrenica, un posto incantevole,  raccontato da scrittore e poeti, che non la pensa così.  Alla bacheca della parrocchia, la Chiesa di San Terenzo, Lerici a pochi chilometri da La Spezia, ha  affisso un volantino dove offre una personale interpretazione della lettera pastorale “Mulieres dignitatem”. Per questo parroco il  ‘femminicidio’, se esiste, è dovuto alle stesse donne accusate di essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. Il parroco si chiama don Piero Corsi e, ne dà notizia l’Ansa, ha affisso l’estratto dalla lettera apostolica commentata dall’editorialista del sito Pontifex.it dal titolo ”Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?” Non era la prima volta che si rende protagonista di una iniziativa del genere. In passato si era prodotto in prese di posizione, tradotte in fogliettoni satirici contro l’Islam e contro gli immigrati.  Sempre aveva utilizzato la porta della Chiesa per appendervi le sua riflessioni, si fa per dire.

Un volantino affisso sulla porta della chiesa

Il volantino prende le mosse da una “analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano ‘femminicidio'”. “Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza”. Don Piero così prosegue: “Domandiamoci: Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise”.

Non contento della sua analisi il parroco si dedica alla  questione della violenza sessuale: “Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?”.  Immediata è scattata la protesta contro questa iniziativa di un parroco che non offende solo le donne ma sceglie di stare dalla parte di chi pratica la violenza, considera la donna come un una specie di diavolo  tentatore. Davvero non era pensabile che si potessero scrivere cose tanto aberranti.

Il volantino è stato comunque ritirato per ordine del Vescovo di la Spezia monsignor  Luigi Ernesto Palletti che ha detto: “In nessun modo può essere messo in  diretta correlazione qualunque deprecabile fenomeno di violenza suille donne con qualsivoglia altera motivazione, né tanto meno darne una inconsistente giustificazione”.

Telefono Rosa. Istigazione a un comportamento violento

Fra le protesta ne segnaliamo uno che le riassume tutte. Viene dalla presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli che  si rivolge alle massime autorità civile e religiose chiudendo di attivarsi  “perché venga immediatamente rimosso il manifesto affisso dal parroco che riteniamo una gravissima offesa alla dignità delle donne”. “Non è solo un problema di forma o di dignità lesa – sottolinea Moscatelli -. Noi di Telefono Rosa riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse. Chiediamo che sia lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti, che proprio  nel suo discorso ha parlato della necessità di una nuova rappresentazione delle donne intervenga attraverso i ministri competenti. Ma la richiesta è diretta anche a Papa Benedetto XVI e al vescovo della Spezia. In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile”. 

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