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Nigeria. Nessuna notizia sui 3 sequestrati. Il silenzio della Farnesina

LAGOS – Ad oggi nessuna novità. Questo il contenuto del messaggio inviato da Mariella – la moglie del 37enne comandante Emiliano Astarita, rapito dai pirati insieme ad altri due italiani e un ucraino al largo della Nigeria – al padre.

Le famiglie delle tre persone sequestrate sono in apprensione. Per loro, ore di angoscia, ma anche di speranza. Dalla Farnesina massimo riserbo così come chiesto dai familiari dei tre ostaggi. L’obiettivo principale del ministero degli esteri è quello di lavorare senza interferenza alcuna per tutelare innanzitutto l’incolumità dei connazionali. L’Unità di Crisi, immediatamente attivata sul caso, lavora sotto traccia per liberare gli ostaggi italiani. Il ministro Giulio Terzi, tenuto costantemente informato, segue con attenzione l’evolversi della complicata vicenda, in merito alla quale è stato attivato pure il console italiano a Lagos. Anche la marina nigeriana, da parte sua, è impegnata nelle ricerche. I tre marinai italiani – oltre al comandante Astarita, il marinaio Salvatore Mastellone, di Sorrento e il tecnico motorista Giuseppe D’Alessio, 30enne di Pompei – sono stati prelevati dai pirati al largo dello stato di Bayelsa, nel sud della Nigeria. Una zona ad alta densità di sequestri, messi in atto dai vari gruppi armati mossi dal solo fine di ricavarne denaro. Solitamente, infatti, gli ostaggi vengono rilasciati dopo il pagamento di un riscatto. Erano circa le 19,45 di domenica scorsa quando l’Asso Ventuno della compagnia di navigazione partenopea Augusta Offshore è stata raggiunta da un mezzo veloce. Sull’imbarcazione hanno fatto irruzione sette uomini armati. Tutti di nazionalità nigeriana. I pirati hanno successivamente intimato all’equipaggio di avvicinarsi alla costa dove dei complici, a bordo di altri mezzi, li attendevano. A quel punto, hanno fatto scendere i tre italiani insieme al marittimo ucraino per poi caricarli sui loro mezzi. Uno dei tre italiani sequestrati – D’Alessio – sarebbe dovuto tornare a casa proprio il giorno di Natale. Per la cronaca, lo stesso rimorchiatore restò ostaggio delle milizie libiche per oltre un mese nelle acque del porto di Tripoli. Con il sequestro di tre marinai italiani, sono cinque gli italiani finiti nelle mani dei rapitori in tutto il mondo. 

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