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Monti, il Vaticano, il saliscendi

ROMA – Monti, come lui stesso ha detto, sale in politica, con una sottile distinzione fra lo scendere in campo usata  fino alla nausea da Berlusconi.  

A questa “ salita”, suggeritagli da qualche  astuto spin doctor  come segno di innovazione politica, il  senatore a vita  è molto affezionato, la considera una geniale invenzione. I media l’hanno fatta propria non avendo di meglio da fare, così come è diventata ormai di uso comune la parola inglese endorsement, in italiano sostegno. Forse è considerata poco nobile trattandosi di persona autorevole come Mario Monti. Fatto sta che mentre  Monti “sale” il Vaticano scende in campo e brucia incenso a sostegno del professore. Agli italiani sacrifici pesanti”. E’ l’Osservatore romano i cui articoli sono come vistati dal Pontefice che addirittura parla del “successo che i sondaggi sembrano ora attribuire a chi ha imposto agli italiani sacrifici pesanti”. Definisce il sacro testo il “ salire in politica” di Monti“ espressione di un appello a recuperarer il senso alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, ciura del bene comune”.,  Un eloquio così alto nasconde una realtà  di profilo ben più basso. Insomma una specie di saliscendi che riporta ad unità le gerarchie ecclesiastiche spesso divise proprio sul modo in cui mettere il proprio timbro sulla vicenda politica nazionale e non solo. Il Vaticano non ha mai mancato di appoggiare  i governi Berlusconi.

I cardinali, Ruini, Bagnasco, Bertone ora sono uniti

La divisione fra tre autorevoli “ firme”  di oltre Tevere, Ruini, Bagnasco,Bertone, non sull’appoggio al cavaliere, ma sul modo in cui darlo è andata avanti per tanti anni. Ruini che fino a ieri ha fatto battaglia a sostegno del Pdl si è sempre esposto in modo brutale a  favore del cavaliere. Gli altri due cardinali lo hanno fatto in modo più sottile, avvertendo che il mondo cattolico per quanto riguarda le cose umane spesso dava dispiaceri alle gerarchie vaticane. La prudenza insomma non era mai troppa anche se al momento del voto le pressioni diventavano sempre più forti e la Chiesa nelle sue funzioni veniva trasformata in un pulpito elettorale. Questa volta  con l’articolo dell’Osservatore il Vaticano torna indietro di una cinquantina di anni. Così come Monti nel suo approccio per quanto i problemi del lavoro torna indietro di trenta anni, richiamo in vita la politica tatcheriana. Dopo un breve periodo in cui  appariva evidente la “ soddisfazione “ per il passo indietro fatto da Berlusconi, ormai insostenibile anche per quanto riguarda la sua “ moralità” non certo un esempio cristallino per i fedeli e si dava sostegno a Angelino Alfano, dal vaticano arriva ora un segnale inequivocabile: non solo sostegno pieno a Monti, ma una operazione più ambiziosa proprio attraverso l’iniziativa del senatore a vita. Guarda caso proprio a poche ore di distanza dalla riunione dei “monti-centristi” per definire il modo in cui ci si presenta alle elezioni, uno a più liste nel mone di Monti, arriva l’articolo del giornale vaticano.

Passa da Palazzo Chigi i filo della tela che porta a Papa Ratzinger

Non solo “Monti for president” che  ma la nascita di un nuovo partito dei cattolici che prenda il posto della Dc che non può più tornare. Non basta. La candidatura di Monti, anche se non andrà a buon fine, avrà un peso molto importante anche in una eventuale alleanza fra progressisti e moderati, se ce ne fosse bisogno E peserà molto in campo europeo dove lo zampino del Vaticano fa una qualche fatica a farsi sentire  dal Partito popolare europeo. La presenza di Monti al vertice del Ppe, l’invito arrivatogli direttamente dal presidente Martens, le pressioni  per una sua candidatura sono un segnale ben preciso. Per di più pare che il simbolo depositato a Brucelle per la lista Monti contenga la scritta “ Popolari italiani”. Il Vaticano da tempo ha tessuto la sua tela insieme ad esponenti del mondo cattolico, ministri come Riccardi,dirigenti sindacali come Bonanni, il segretario generale della Cisl, il presidente delle Acli. ora dimissionario  per candidarsi, Olivero, il segretario generale della Cisl,Bonanni, che fa parte di “ Cammino neocatacumenale” una struttura di formazione cattolica ,valida per la società e i tempi moderni”, come la  definì Giovanni Paolo II. Il capo del filo della tela porta direttamente a papa Ratzinger. Il vicesegretario di Palazzo Chigi, Federico Toniato, che si dice appartenga all’Opus Dei è in stretti rapporti con padre Georg segretario del Papa e con lo stesso cardinal Bertone.

Al centro sinistra la responsabilità di difendere la laicità dello Stato

Le riunione del gruppo di Todi si sono sviluppate hanno preso avvio proprio mentre Monti assumeva l’incarico di presidente del Consiglio. Una coincidenza? Forse. Ma sono troppe le coincidenze per non pensare ad un disegno  a lungo perseguito., interrotto provvisoriamente solo  quando Berlusconi ha fatto finta di farsi da parte. Ora  con l’articolo dell’Osservatore la partita sembra chiusa. Lo stesso cavaliere aveva sentito puzzo di bruciato quando in una delle sue tante interviste aveva ricordato ai cardinali i servigi che aveva loro reso. E Montezemolo che c’entr?. La vecchia democrazia cristiana aveva sempre compagni di viaggio nel mondo delle imprese, quelle grandi, dei banchieri, della Fiat. Il rapporto fra Monti e Marchionne è un segno ben preciso. Certo non c’è da aspettarsi  processioni,  madonne pellegrine, madonne che piangono, comizi come quelli che teneva padre Lombardi, chiamato microfono di dio. Non è un caso però che Monti, nella conferenza stampa e nella “ agenda” ignori i diritti civili, parli della famiglia intesa come una fabbrica di figli, ignori i figli degli immigrati, quasi sempre non cattolici. La coalizione di centrosinistra deve assumersi una responsabilità in più. Non solo quella di  porre al centro della sua iniziativa politica la “ questione sociale”, il nodo da sciogliere a livello europeo  per avviare la crescita, lo sviluppo. Si deve far carico della difesa della difesa della laicità dello Stato. Il che non è poco.

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