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Siria. Drammatico bilancio dell’Onu, quasi 60mila morti

ROMA – Si avvicina a 60mila il numero dei morti causati dal conflitto siriano. Lo ha riferito l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay, facendo riferimento ad una ricerca effettuata negli ultimi cinque mesi e definita «esaustiva». La cifra delle vittime, ha detto Pillay, è molto più alta di quanto ci aspettassimo ed è  veramente sconvolgente.

Lo studio, ha spiegato ancora Pillay, è riuscito ad incrociare informazioni provenienti da sette fonti diverse, permettendo di fissare a 59.648 il numero delle persone uccise nel periodo compreso tra il 15 marzo 2011 e il 30 novembre 2012. «Considerato che non c’è stata alcuna tregua dopo il 30 novembre, possiamo concludere che fino ad oggi sono rimaste uccise più di 60mila persone», ha concluso l’Alto commissario.
Nella provincia centrale di Homs, teatro di una delle prime massicce offensive delle forze del presidente Bashar al Assad, è stata accertata la morte di 12.560 persone. In quella di Damasco le vittime sono 10.862, in quella di Idlib 7.686), mentre sono 6.188 i morti nella provincia di Aleppo, 6.034 a Deraa, 5.80 ad Hama 5.080. L’indagine, ha avvertito Pillay, «è ancora in corso, non è definitiva. Nell’estate 2011 ci sono stati circa mille morti al mese, mentre da luglio del 2012 le vittime sono state circa 5mila al mese».

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