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Usa. Accordo sul fiscal cliff, Obama scongiura il baratro

ROMA – C’è voluta una maratona negoziale di Capodanno per far passare al Senato e alla Camera USA l’accordo sul cosiddetto fiscal cliff, letteralmente il “baratro fiscale”. Baratro che viene scongiurato, proprio grazie ad un provvedimento normativo che incrementa il prelievo fiscale per i grandi patrimoni, risparmiando il ceto medio.

Ciò che fa più notizia è proprio questo punto della nuova legge: un aumento dal 35% al 39,6% dell’aliquota per gli individui che guadagnano più di 400 mila dollari l’anno e le famiglie il cui reddito supera i 450 mila dollari l’anno.
Passaggio non di poco conto per un Paese liberista e capitalista come gli USA. Ma anche un punto nodale della politica del Presidente Obama, che aveva in cima alla sua agenda proprio il contrasto a dinamiche recessive connesse alla crisi globale e una più equa redistribuzione della ricchezza e degli oneri fiscali.
In verità l’accordo sul fiscal cliff prevede un ventaglio più ampio di azioni: viene aumentata dal 35% al 40% la tassa di successione sulle proprietà che superano il valore di 10 milioni di dollari, così come la tassa su dividendi e capital gains – fissata nella nuova aliquota del 20% – sempre per redditi personali sopra i 400 mila dollari l’anno e familiari oltre i 450 mila dollari l’anno.
E ancora, restano in vigore – talvolta in forma addirittura estesa nel tempo – il pacchetto “minimum tax” di sgravi fiscali per la cosiddetta classe media, tra cui i crediti di imposta per i figli a carico e per le tasse universitarie, così come le agevolazioni per i disoccupati di lungo periodo.
Vengono inoltre estesi fino alla fine del 2013 gli sgravi fiscali per le imprese che investono in ricerca e innovazione e nel settore delle energie rinnovabili.
Non è difficile capire perché l’approvazione del provvedimento sia stata molto sofferta e abbia provocato una rilevante spaccatura tra i Repubblicani. Questi ultimi, in particolare, sembravano essere disponibili ad un aumento della pressione fiscale per i super-redditi, ma molto meno ad una prosecuzione degli sgravi e degli incentivi alla middle class, che di fatto mantengono la spesa pubblica su livelli elevati.
Obama strizza l’occhiolino ai fotografi all’uscita della Camera, segno di soddisfazione per il risultato politico ottenuto: anche lui sa bene però che nei prossimi mesi dovrà mettere mano alla spesa pubblica, per non vanificare l’impatto dell’accordo sul fiscal cliff, trovando politiche e settori dove effettuare i tagli.
Per adesso, ne ha fatti alcuni nel settore della difesa, confermando che negli USA ha forse davvero preso avvio un New Deal.

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