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Saldi, -8% rispetto al 2012. Ci salvano i turisti extra Ue

ROMA – Partiti ieri i saldi in tutt’Italia. Dureranno circa due mesi. Lungo lo ‘Stivale’, strade affollate, ma consumi giù in picchiata rispetto allo scorso anno.

La Confcommercio stima che solo il 60% degli italiani sono disposti a spendere per comprare capi a prezzi ridotti. Il dato evidenzia un calo rispetto al 2012 dell’8%. Per l’Osservatorio Federconsumatori, le famiglie pronte ad acquistare non superano il 37%. Secondo la Codacons, aumenta l’afflusso di cittadini nei negozi e nei centri commerciali, ma gli acquisti, nella mattinata di avvio dei saldi, sono in calo mediamente del 10% rispetto alla partenza degli sconti lo scorso anno. A sentire maggiormente il peso della flessione sono le periferie e i piccoli negozi. Negli outlet e nelle boutique d’alta moda, invece, il vento della crisi è attenuato dall’arrivo nel Bel Paese di tantissimi turisti. Soprattutto extra Ue. La maggior parte proveniente dalla Russia.  

A Roma strade affollate già a partire dalle prime ore di ieri mattina. Le associazioni di categoria sono moderatamente ottimiste. Per il presidente della Confesercenti Roma, Valter Giammaria, anche se gli acquisti non saranno in grande quantità, c’è un interesse evidente per i saldi. Ma è proprio questo aspetto che dovrebbe lasciare spazio ad una inevitabile riflessione. La gente gira, guarda le vetrine, ma compra poco. Gli effetti delle recenti manovre recessive adottate dal Governo Monti sono sotto gli occhi di tutti. La volontà di acquistare capi in saldo è tanta. Ma le possibilità economiche delle persone sono abbastanza scarse. In buona sostanza, se prima erano shopping, oggi è necessità. “Se il primo giorno di saldi è la cartina di tornasole di come andranno le vendite, non possiamo certo essere ottimisti”, così Giovanna Marchese Bellaroto, responsabile di Cna Commercio. “Le file davanti all’ingresso, le code alle casse ci sono solo per le grandi marche nel centro storico, dove chi è in attesa parla soprattutto giapponese e russo. I romani hanno affollato solo le catene di franchising a basso costo. Insomma, prima era shopping, ora è necessità. È vero che molti hanno atteso fino a oggi per acquistare capi sotto osservazione da tempo, ma se prima si rinnovava il guardaroba, oggi si acquistano al massimo, in media, due capi o un paio di scarpe”. Se Atene piange, tuttavia, Sparta non ride. Così anche a Milano – per antonomasia la città della moda – risente della crisi. I commercianti meneghini devono ringraziare i tanti stranieri atterrati a Malpensa in questi giorni. Sette acquirenti su 10, spiega infatti Gabriel Meghnagi, titolare di 2 negozi e presidente di Ascobaires, “sono venuti apposta dall’estero per i saldi e comprano diversi capi”. La liberalizzazione degli sconti non deve trarre in inganno. La gente del posto compra meno rispetto all’anno scorso. Preferisce piuttosto prendere d’assalto i mercati rionali ove è possibile acquistare capi di abbigliamento a prezzi molto accessibili. Senza gli  stranieri, poi, diventa praticamente impossibile raggiungere i livelli di vendita raggiunti nel 2012. Nonostante in alcuni casi vengano praticati saldi fino al 50%. A Firenze, invece, anche se le strade del centro si sono subito affollate di persone, sono soprattutto gli outlet ad essere presi d’assalto. In particolare, quello di Barberino del Mugello e il centro commerciale i Gigli. Nel salotto della moda fiorentino, tra via Tornabuoni e via Calzaiuoli, a fare i saldi sono anche le grandi griffe, come avvertono piccoli cartoncini esposti al pubblico. Anche nel capoluogo toscano, al fine di incentivare le persone ad acquistare, vengono praticati saldi fino al 50%. Nonostante la buona volontà da parte dei commercianti, le vendite sono in netto calo rispetto al 2012. L’eventuale ulteriore aumento di un punto percentuale dell’Iva e la pressione fiscale alle stelle sembrano essere già forieri di uno scenario ancor più nefasto sia per le famiglie che per i commercianti. Tenere sotto controllo gli spread va anche bene, per carità. Ma lasciare l’economia reale rotolare su se stessa è un errore da non ripetere mai più.

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