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Imu. Per l’Europa non è equa. Fassina, va eliminata per i redditi bassi

ROMA – La tasse sulla proprietà, così come sono state adottate in Italia, non hanno un effetto redistributivo della ricchezza ed in Italia sembrerebbero portare ad un aumento della povertà.

A dirlo è la Commissione Ue che lo mette nero su bianco nel suo rapporto sull’occupazione e gli sviluppi sociali con riferimento alla reintroduzione dell’Imu sulla prima casa nel 2012.
In particolare, secondo il rapporto, la nuova tassa comprende alcuni aspetti che se sviluppati meglio  potrebbero spingere ad una maggiore equità ed altri che potrebbero essere “ulteriormente migliorati per aumentarne la progressività”.
Tra gli aspetti da sviluppare per migliorare l’equità dell’imposta ci sarebbero la deduzione per la prima casa che attualmente ammonta ad appena 200 euro, le deduzioni supplementari in caso di figli a carico, e la marcata differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa.
Tra le altre misure che la Commissione suggerisce ci sono l’aggiornamento dei valori catastali degli immobili, campo in cui l’aumento proporzionale e non progressivo del 60% dei valori del reddito catastale è stato del tutto slegato dal reale valore di mercato degli immobili e quindi non ha ridotto le disuguaglianze di reddito.
Dovrebbero poi essere introdotte, sempre secondo la Commissione, deduzioni non basate sul reddito e essere migliorata la definizione di residenza principale e secondaria.
La vera ciliegina sulla torta del rapporto è però l’amara conclusione che, sulla base di simulazioni effettuate con i dati relativi alla vecchia Ici, il rapporto Ue evidenzia che ‘le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla diseguaglianza in Estonia e in Italia, e sembrano aumentar la povertà in Italia

Su questo scottante problema diventato uno dei temi su cui più  si discute in questo avvio di campagna elettorale interviene Stefano Fassina, della segreteria nazionale del Pd e responsabile economico del partito, il quale ha dichiarato che “affinare la lotta all’evasione fiscale con il solo redditometro rischia di trovare come epicentro solo i piccoli evasori, mentre va combattuta anche la grande evasione ricorrendo ad accordi internazionali”
Sull’Imu, e soprattutto sulla mancanza di equità dell’imposta sugli immobili segnalata dalla Commissione UE, l’esponente  dei Democratici ha  ribadito come “bisognerebbe eliminarla sui bassi redditi per concentrarla sui grandi patrimoni. Questo garantirebbe maggiore equità al prelievo fiscale”.

Ance: “Confermato nostro allarme”. ”Finalmente emerge con forza l’iniquità dell’impostazione attuale dell’Imu, che colpisce le famiglie indiscriminatamente e ha contribuito alla caduta del settore immobiliare”. Questo il commento del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in merito al Rapporto Ue. “È necessario e urgente – ha aggiunto – introdurre più equità e tenere conto della reale capacità contributiva dei cittadini considerando che la casa costituisce, tradizionalmente e per cultura, il bene primario delle famiglie

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