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Politiche. Scontro all’ultima battuta. Da estremista a spaventapasseri

ROMA – S’infiamma lo scontro in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Dopo l’annuncio dell’accordo di ieri tra Pdl e Lega,  Roberto Maroni deve placare le ire della base leghista che di Berlusconi non voleva più saperne. L’ha spiegato anche ieri ai suoi sostenitori, che solo con Berlusconi potrà vincere le agognate regionali della Lombardia, in cui sarà lui il candidato governatore del centro destra.

La base non è molto convinta, tant’è che da ieri si è scatenato un coro di critiche dalla base, ma Maroni conta di farcela e cerca di persuadere i suoi che l’unica strada è questa. Lo ripete anche dai microfoni di radio Padania da dove tenta di infondere fiducia nei confronti di un uomo a cui molti non credono più: “Io mi fido degli impegni scritti presi  da Silvio Berlusconi e dal Pdl, nell’accordo elettorale siglato domenica notte ad Arcore”.
Comunque per ora, l’unica soddisfazione per le camice verdi deluse resta quella di aver evitato la candidatura del Cavaliere. Lui però non molla. Anzi,   oggi addirittura azzarda, dicendo di voler recuperare quel 40% di elettorato che lo votò nel 2008, anno in cui cadde il governo Prodi. Un obiettivo, precisa l’ex presidente del Consiglio, che gli servirebbe per cambiare la Costituzione.

Casini boccia la Lega e il Pdl

A bocciare l’intesa Pdl Lega arriva anche Pierferdinando Casini. Lo fa senza mezzi termini durante la conferenza che si è tenuta nel pomeriggio a Montecitorio: “Ci sono tre candidati premier per Pdl e Lega – avverte il leader dell’Udc – : dobbiamo fare la caccia al tesoro per capire chi tra Berlusconi, Tremonti e Alfano è quello vero. Non è serio fare un accordo di questo tipo senza indicare chi dovrà andare a Palazzo Chigi”. Un sodalizio che Casini definisce come un vero e proprio “accordo della disperazione”, tant’è che “la campagna elettorale dà due possibilità: votare Bersani o Monti, tutto il resto è un triste deja-vu, si vergognano di Berlusconi e lo affiancano con altri due nomi di comodo”. Tempestiva la replica del portavoce del Pdl Daniele Capezzone: “Più Casini parla e attacca Berlusconi, più rischia di far infrangere il centrino sul sistema di sbarramenti previsto dalla legge elettorale. contento lui….certo, è sempre più chiaro il suo ruolo di stampella (o stampellina) della sinistra”.

Tuttavia l’esternazione di Casini non è l’unica ad avere il sapore di un attacco frontale. Prima, infatti, prende di mira Vendola sui ricchi, accusandolo di usare un “frasario marxista-leninista di 70 anni fa”. “Vorrei difendere- sottolinea – i cittadini onesti di questo Paese, i cittadini ricchi e i cittadini poveri, perbene che pagano le tasse e non meritano di essere mandati all’inferno da Vendola”. Per Casini «il problema non è cacciare il ricco ma pretendere che tutti paghino le tasse, se il livello della pressione fiscale è troppo alto è a causa dell’evasione fiscale che è a livelli intollerabili”.
E poi sempre Casini entra nel tema   dei diritti degli omosessuali precisando che l’unico matrimonio è quello tra uomo e donna.

La risposta di Nichi Vendola non tarda: “Super ricchi come Depardieu, che preferiscono espatriare piuttosto che pagare le tasse vadano all’inferno? Per Casini ho linguaggio marxista. Sono veramente stupito del fatto che Casini confonda il Vangelo con un testo marxista”, scrive su twitter il leader di Sel.

Bersani: Monti fa lo spaventapasseri

Anche dal centro sinistra arriva la replica a Monti che ha accusato la sinistra di essere  contraria alle riforme.  “Non ho capito cosa voglia dire Monti sulla sinistra che frena la crescita. Quando ho fatto il ministro ne ho fatte di riforme, forse più di quante ne abbiamo viste in questo anno”., ha detto Pierluigi Bersani. E poi: “Serve una riforma complessiva dell’architettura dello Stato perché attualmente il premier  non ha poteri  ma  sta a fare lo spaventapasseri. Bisogna dare al governo gli strumenti che ora non ha”.

Ingoria attaccato da Berlusconi: “magistrato di estremissima sinistra
Anche Ingroia, candidato a premier con la lista rivoluzione Civile, risponde a Berlusconi che oggi l’ha definito un magistrato di “estremissima sinistra”.  “E` un disco rotto quello di Berlusconi, ripete sempre le stesse cose”, replica Ingroia. “Se vogliamo guardare il mio passato giudiziario ci sono le sentenze dei processi più discussi che dimostrano che si trattava di processi tutt`altro che politici ma fondati su prove, dalla condanna nei confronti di Contrada, alla condanne nei confronti del senatore Dell`Utri. Credo che parlino da sole».

«Per Berlusconi Dell`Utri è un galantuomo perseguitato da me? Sì, perseguitato da me – ha commentato l’ex procuratore aggiunto di Palermo – e da tanti tribunali d`Italia, corti d`Appello, cioè da tutti quelli che invece lo hanno invece dichiarato colpevole di rapporti stabili con Cosa nostra. Almeno fino a una certa data è stato riconosciuto colpevole del reato di associazione mafiosa perfino dalla Cassazione”.

Grillo attacca tuti, ma perde punti

Lo scontro elettorale continua anche con Beppe Grillo che oggi dal suo Blog attacca tutti gli avversari politici, incurante che questo suo atteggiamento provocatore probabilmente gli sta facendo perdere punti percentuali, come risulta dal recente sondaggio di Tecnè.
“I bimbiminkia – dice il comico genovese – sono sempre gli stessi, quelli del ventennio peggiore della nostra vita: Berlusconi, Bersani, Casini, Fini e i gruppettari della Sinistra Arcobaleno. Come prima, più di prima”.

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