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ROMA – La campagna politica è entrata nel vivo in attesa del 24 e 25 febbraio, giorni in cui gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere il Parlamento.

Intanto continua quello che ormai molti definiscono lo scontro-confronto a distanza tra il premier uscente Mario Monti e Silvio Berlusconi, ormai acerrimi nemici. Duri scambi di battute anche oggi sia sul piano personale che su quello delle politiche economiche adottate dai due governi. L’affondo del professore di oggi arriva durante il suo intervento a Roma alla presentazione del piano nazionale dell’export all’Ice, Istituto nazionale per il Commercio Estero. Monti ha puntato il dito sul Pdl e Lega: “mentre sopprimevano l’Ice all’estero per aiutare l’export aprivano gli uffici dei ministreri al nord” , per l’esattezza a Monza.

Il premier uscente ha poi elogiato l’operato del suo governo durato 13 mesi, nel quale l’Italia è riuscita a infondere nuovamente una credibilità all’estero.
 Monti ha poi  riferito dei numerosi viaggi all’estero fatti in questi mesi di governo e racconta: «Spesso ci si diceva ‘Sono sette anni, cinque anni, tre anni che non si vedeva qui un primo ministrò. Oppure ‘Non siamo riusciti a tenere un vertice bilaterale perchè due anni fa è stato improvvisamente annullato. La presenza di un governo, la credibilità e il rispetto aiutano le imprese».
E infine Monti sottolinea: “La credibilità riconquistata dall’Italia è un valore aggiunto per le esportazioni, ma da sola non basta: serve quella attenzione ai singoli mercati che negli ultimi anni il nostro Paese ha perso”.

Ai ferri corti Ppe e Berlusconi
Ma Monti non è l’unico a criticare il precedente governo Berlusconi, tant’è che  il capogruppo del Partito popolare europeo, il francese Joseph Daul, sostiene che “Il candidato del Ppe è il signor Mario Monti.  E poi: “Parliamo di un partito e di un uomo. Faremo la sintesi dopo le elezioni. Un partito è un partito, non un uomo”. Insomma la posizione del Partito popolare europeo è sempre più lontana da quella del Pdl e del suo leader.
Sulla questione replica direttamente il Cavaliere rivolgendosi proprio a Daul: “È semplicemente uno dei 14 vicepresidenti del Ppe,   e non rappresenta la posizione del Ppe. Evidentemente Daul ha delle sue mire personali, parla tedesco meglio che francese, perchè è di Strasburgo. Evidentemente vorrà compiacere qualcuno in vista di una sua possibile carriera”. E poi: “Lui, Schulz e Junker non sono nomi di protagonisti stimati in Europa”.

Ma non finisce qui.  Berlusconi non lesina dure critiche anche al Professore. Oggi l’offensiva mediatica è partita dai microfoni di Radio anch’io, da dove sono piovute le disapprovazioni sulle politiche fiscali del bocconiano.
“Monti – puntualizza il Cavaliere – ha varato il 4 gennaio il  redditometro, poi ha detto di non volerlo più. Prima ha detto che le tasse non si potevano ridurre e poi si è augurato che non si potesse fare”. “O Monti pensa che gli italiani siano matti o c’è in giro un matto che crede di essere Monti”.

Nel frattempo le liste del Pdl restano ancora aperte. A Via dell’Umiltà si continua a lavorare e probabilmente le decisione vertono sulla candidatura o meno degli inquisiti ben noti alle cronache nazionali come Cosentino, Dell’Utri, Milanese e Papa. Sabato prossimo è previsto un vertice decisivo, anche se sarà Berlusconi a prendere la decisione definitiva.

Sul fronte del centro sinistra Pier Luigi Bersani continua la sua campagna e sul voto utile così risponde: “Noi non abbiamo paura di nessuno. Io non ho mai parlato di voto utile. Ma è il Pd- aggiunge Bersani- che regge la sfida alla destra e questo è vero in Lombardia e ovunque. Questo è il punto politico di fondo. E sono sicuro che la batteremo in tutto il Paese. Siamo noi gli unici che possiamo battere la destra in tutte le regioni”. Ingroia, intanto, replica l’apertura verso il Pd: “Bisogna avere un confronto anche aspro ma poi occorre sapersi parlare e fare dei passi avanti”, dice. E poi aggiunge: “In questo Paese non è ancora risolta la questione morale di una politica che necessita di una vera moralizzazione. È un’emergenza del nostro paese, un’emergenza democratica che mi ha indotto a impegnarmi in politica. Con la lista Rivoluzione civile ci si impegna per fare pulizia nelle aule parlamentari e nel paese”.

Bersani Nencini firmano patto di consultazione

Pier Luigi Bersani e Riccardo Nencini hanno firmato questa mattina un accordo che prevede un ‘patto di consultazionè fra Pd e Psi sulle questioni di maggiore rilevanza politica. Un «gentlemen’s agreement», lo ha definito il segretario socialista, Riccardo Nencini subito dopo la firma dell’accordo con il segretario del Pd, Bersani, siglato dai due leader a Roma, presso la sede dei democratici al Nazareno. L’accordo prevede anche la presentazione di una unica lista alle prossime elezioni e la partecipazione della delegazione socialista ‘nella sua autonomià alle riunioni congiunte nella prossima legislatura dei gruppi parlamentari che hanno sottoscritto la ‘Carta di intentì lo scorso ottobre.
I due partiti si impegnano a coordinare la campagna elettorale prevedendo iniziative comuni.

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