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Lazio. Una regione da liberare. Intervista a Flavia Leuci, candidata con Zingaretti

ROMA – Continua il viaggio di Dazebao per conoscere i profili dei candidati alle prossime politiche e regionali. Questa volta abbiamo incontrato Flavia Leuci, classe 1955, candidata con la lista Zingaretti del Partito Democratico per la Regione Lazio.

Quali motivi l’hanno spinta a candidarsi, specie in un momento come questo, in cui la Regione Lazio è stata travolta dai recenti scandali…
Ho deciso di candidarmi proprio per contribuire con Zingaretti a voltare pagina nel Lazio. E’ di una Regione Libera che abbiamo bisogno. Libera dalla corruzione, dagli sprechi e dagli inciuci di potere che i cittadini, anche economicamente, hanno pagato sulla loro pelle. Una Regione solida ed efficiente, lontana dagli imbrogli e dalle caste, dove si lavora per migliorare la qualità della vita e i servizi ai cittadini.

Nicola Zingaretti, candidato alla guida della regione, ha puntato ad un ricambio, tant’è che sulla sua lista sono scomparsi totalmente i consiglieri dell’ultima legislatura. Insomma persone nuove che possano contribuire a ridare lustro alla politica regionale e soprattutto alla gestione della cosa pubblica. Lei comunque qualche esperienza l’ha già maturata?

Sì. Faccio politica da sempre. Il mio primo impegno  nasce con la battaglia per l’apertura dei consultori e la mia partecipazione negli organismi collegiali della scuola, aperti per la prima volta a genitori e studenti con i decreti delegati. Un impegno che nasce dal basso ed è proseguito con la mia elezione come consigliera della X Circoscrizione di Roma nel 1985. In Circoscrizione mi sono occupata di scuola, cultura, sport, lavori pubblici e urbanistica.  

Lei è stata anche eletta alla Provincia di Roma...
Sì, nel 2003 sono stata eletta in Provincia con Enrico Gasbarra. Qui ho continuato ad occuparmi di questi temi e sono stata nominata presidente del comitato Pari opportunità. Nel 2008 sono stata rieletta con Nicola Zingaretti. In questo periodo, dal 2006 al 2008, sono stata anche assessore ai Lavori pubblici del X Municipio. Sono stati anni intensi. Fra le tante iniziative mi piace ricordare i progetti per l’accesso allo sport dei diversamente abili, la collaborazione con “Liberi Nantes”, l’associazione sportiva di rifugiati e richiedenti asilo, i corsi gratuiti di italiano per gli stranieri.

Se venisse eletta quali sono i primi punti da affrontare…
I punti nevralgici sono molti, specie dopo l’ultima legislatura. Uno dei tanti problemi è quello dei rifiuti. Serve una strategia che li riduca e aumenti progressivamente un piano fattivo per la raccolta differenziata. In pratica è necessario chiudere il ciclo, riutilizzando gli stessi rifiuti per produrre materia prima ed energia. Il rifiuto così diventa risorsa e può costare meno sulle bollette che pagano i cittadini. Ma questo è uno dei tanti temi che affronteremo. Dobbiamo liberare la regione anche dal cemento, dalle speculazioni edilizie e dal consumo mercantile del suolo.
Va affrontato nuovamente  il piano casa  conisderando la riqualificazione del territorio e del patrimonio immobiliare pubblico e privato puntando sulla sostenibilità degli interventi e sulle rinnovabili.

E poi è assolutamente necessario  valorizzare le sue ricchezze naturali della regione Lazio, rilanciando ruoli e funzioni delle aree protette, puntando sulle bellezze culturali, storiche, ambientali e territoriali. Parliamo di un bene comune che tutto il mondo ci invidia e che, difendendolo e valorizzandolo, diventa perno essenziale di uno sviluppo di qualità. E’ in questo modo che si aiutano il turismo e l’agricoltura.

D’altra parte la Regione deve puntare sul lavoro e combattere alla radice la disoccupazione. La Regione ha gli strumenti e i fondi per sostenere le imprese che puntano all’innovazione e alla qualità. Queste solo per ricordare alcuni dei problemi presenti sul nostro territorio…

E poi c’è il tasto dolente della sanità, che nel Lazio non sta andando affatto bene…

E’ assolutamente necessario riproporre una sanità libera e pubblica. Ovvero, abbattere i tempi di attesa per le prestazioni, creare una rete di ospedali funzionale alle esigenze del territorio, investire sull’assistenza territoriale per evitare di intasare i pronto soccorso. Assicurare a tutti i cittadini un’assistenza di qualità, a Roma e nelle Province, evitando categoricamente i tagli indiscriminati operati dalla Polverini. Ma non solo. La sanità laziale ha bisogno di avviare controlli sulla qualità delle prestazioni, ridurre il  numero delle Asl nominando i dirigenti e i primari nella massima trasparenza.

 
Qualche proposta sulle fasce sociali meno protette?
Direi che innanzitutto dobbiamo liberare questa regione dai pregiudizi, prendendo atto che non esiste più solo “la famiglia”, ma esistono “le famiglie”. Parità di diritti, dunque, fra coppie sposate e coppie di fatto, perchè la parità  non è uno slogan, ma una pratica quotidiana, che devono in primis dimostrare proprio i dirigenti delle società pubbliche. Parità concreta, intanto, nell’accesso ai fondi regionali.
Mi piacerebbe vedere una regione dove gli immigrati non sono respinti, ma sono semplicemente cittadini. E questa non è certo utopia, bensì una visione del nostro futuro, diverso per noi e per i nostri figli.

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