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Caso Cucchi. ‘Giovanardi va a caccia dei morti per catturare l’attenzione dai vivi’

ROMA –  Il clima politico degnera.  Giovanardi, infatti, l’ha fatta davvero grossa attaccando Ilaria, candidata nelle liste di Rivoluzione civile e sorella di Stefano Cucchi, il ragazzo morto in carcere sette giorni dopo il suo arresto.

Ai microfoni di Radio 24, l’ex sottosegretario, candidato con il Pdl ha detto: «È evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello. Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c’è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori”.  E ancora: “Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni  perchè dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perchè era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l’hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi”. Quanto alla sorella, Ilaria, “come succede sempre in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella è diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così», conclude Giovanardi.
Le parole dell’ex sottosegretario hanno scatenato il putiferio, tanto che molti esponenti politici hanno chiesto a Giovanardi di scusarsi personalmente per questo ignobile attacco gratuito ed hanno espresso piena solidarietà ad Ilaria Cucchi per le offese ricevute.

Ed è stata proprio la sorella Ilaria a replicare: “Giovanardi va a caccia dei morti per catturare l’attenzione dai vivi. Accetto qualsiasi critica perché nel momento in cui ho deciso di accettare la proposta di Antonio Ingroia ero ben conscia di ciò che facevo e del prezzo che avrei dovuto pagare. Grazie al processo di mio fratello, – continua Cucchi –  al suo sacrificio, e a quello di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e Michele Ferrulli si é tornato in modo prepotente a parlare della tortura, fino ad arrivare a discutere un progetto di legge in commissione parlamentare”.

Ilaria poi aggiunge: «Ma la maggioranza che ha sostenuto il governo Monti ha ancora una volta fallito. La legge si é arenata e nulla é più stato fatto. Il governo precedente non aveva certo fatto di meglio: il ministero degli Esteri aveva risposto all’Onu che ci intimava l’immediata adozione di una legge che prevedesse e punisse il reato di tortura, che in Italia non ce n’era bisogno». L’Italia continua «ad essere l’unico paese civile a non averla mai adottata. La legge sulla tortura non si fa con le conferenze stampa, ma con impegno vero sentito e concreto. Io mi sento di poterlo garantire più di ogni zltro. Perdonatemi, ma credo proprio di potermi permettere di dirlo».

«A tutto però c’è un limite. Accusatemi pure di essere arrivista, di avere strumentalizzato la morte di mio fratello, perché in effetti potrebbe essere anche vero. Io voglio arrivare alla promulgazione della legge sulla tortura e di tutte le altre norme che possono tutelare i diritti civili degli ultimi di questa società». Ilaria Cucchi spiega poi: «Senza la morte di mio fratello io certamente non sarei nessuno e non sarei qui. Sarebbe la cosa più bella che Dio potrebbe regalarmi. Ma purtroppo non è così. Non posso però Consentire che si getti fango gratuito addosso a Stefano e questo per i miei genitori che hanno già sopportato troppo. É per questo che ho dato incarico al mio legale affinché Giovanardi sia chiamato a rispondere di tutto quello che ha detto in questi anni; perché la misura è davvero colma».

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