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Il centrosinistra ha le carte per vincere. Le metta in tavola

A meno di tre settimane dal voto, nel bel mezzo di una campagna elettorale caratterizzata da una sola questione: riuscirà il centrosinistra ad avere la maggioranza anche al Senato?, propongo un rigoroso esercizio logico a quanti abbiano davvero a cuore il futuro dell’Italia e degli italiani.

Si parli d’altro piuttosto che delle fantasmagorie berlusconiane, piuttosto che dei tatticismi vetero-democristiani dei neo-centristi, piuttosto che delle sfiatate ideologie di Ingroia e soci, piuttosto che delle sparate demenziali di Grillo. Si dedichi ogni comunicazione mediatica, ogni occasione di incontro con gli elettori ad enunciare nei termini più concreti e semplici possibile i provvedimenti che il centrosinistra intende adottare nei primi mesi della prossima legislatura. A questo e solo a questo.

La rincorsa a chi conia la risposta più creativa e divertente alle dichiarazioni irresponsabili di Berlusconi in tema di IMU e di fisco, finisce per essere comunque funzionale alla propaganda dello stesso. Domenica scorsa, ascoltando in diretta le dichiarazioni del cavaliere, si poteva già immaginare la sequela dei commenti che esse avrebbero suscitato da lì a qualche minuto. Era facile prevedere perfino gli aggettivi che si sarebbero rincorsi sulle agenzie, in un profluvio di dichiarazioni, sdegnate o ironiche. Esattamente ciò che Berlusconi si prefiggeva.   

Le sussiegose ironie del professor Monti

Altrettanto dicasi per le sussiegose ironie del Monti da combattimento, o per gli sporadici segnali di esistenza in vita che provengono dal duo Ingroia-De Magistris.

Quale sia la posta in gioco nelle prossime elezioni è chiaro: se il centrosinistra non dovesse acquisire una maggioranza parlamentare solida e autosufficiente, si aprirebbe una fase di instabilità ed incertezza in campo economico, politico, per la coesione sociale. Quale che fosse il peso relativo acquisito da ciascuna delle altre formazioni in competizione, questo dato di fatto non muterebbe.

Ciò risulta evidente a tutti gli osservatori più accorti, anche se pochi lo evidenziano in esplicito. Una campagna elettorale che si svolgesse, come dovrebbe, mettendo a confronto fra loro e agli occhi degli elettori le diverse proposte politiche e programmatiche, non potrebbe che radicare questa consapevolezza anche nell’opinione pubblica, rafforzando così le probabilità di vittoria del centrosinistra.

Il tentativo di Berlusconi di inquinare la campagna elettorale 

Ecco perché Berlusconi inquina la campagna elettorale con sortite spettacolari che hanno come unico scopo quello di richiamare altrove l’attenzione. E, a ben vedere, la cosa risulta funzionale anche agli altri competitori, nessuno dei quali è in condizione di proporsi agli elettori con un programma credibile e con una proposta politica definita.

Infatti: quali sono le priorità in ambito economico-sociale della variegata compagine di Monti, Casini e Montezemolo? Da qualche giorno Monti sta tentando di convincere della sua intenzione di allentare le politiche di austerità, ma solo a condizione che sia lui a succedere a se stesso. Ma è credibile? E con quale schieramento politico intende governare, poiché risulta del tutto inverosimile l’ipotesi che egli possa acquisire una maggioranza autosufficiente?

Analogamente dicasi per i “rivoluzionari civili”. La loro presenza nella competizione elettorale si caratterizza esclusivamente per l’asserita intransigenza sul terreno della legalità. Ma, c’è da chiedersi, che senso ha appropriarsi del tema della legalità come connotato identitario di una piccola formazione politica, prescindendo dalle strategie economiche, di coesione sociale, di governo generale della società? Da questo punto di vista la lista Ingroia appare un fritto misto, che miscela un po’ casualmente un pizzico di estremismo con tracce di giustizialismo e una spruzzata di liberismo radicale.

Di Berlusconi abbiamo detto, e comunque si vede dal folklore quotidiano; a Roma si dice: “mettiamola in caciara”.

Le priorità programmatiche per il governo del Paese 

Solo il centrosinistra può oggi proporsi all’elettorato con delle priorità programmatiche definite e non occasionali, e con una ipotesi politica per il  governo del paese, che Bersani sta incessantemente riproponendo da molti mesi.

Misure urgenti per il lavoro, per maggiore equità sociale, per la moralità nella vita civile, per estendere diritti fondamentali. Per stare a pieno titolo, e autorevolmente, in Europa.

Ecco i temi che è necessario portare all’attenzione del dibattito pubblico. Serve l’impegno di ciascuno. Dei candidati, dei dirigenti, ma anche dei militanti che frequentano i social network: basta con la satira sulle sparate berlusconiane; silenziamolo. E si parli d’altro, delle questioni decisive per il nostro futuro.

Auspicando che anche la grande stampa e i conduttori di talk show sappiano formulare ai leader politici che frequentano i loro salotti, domande più intelligenti di quelle riferite alla fattibilità o alla copertura finanziaria necessaria per abolire l’IMU.

 

 

  

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