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Finmeccanica, in manette il presidente Orsi. Maxi tangente da 50 milioni di euro

Ai domiciliari l’ad di Augusta Westland

ROMA – Una maxi tangente di 50 milioni di euro pagati nel 2010 per assicurarsi una commessa  di 12 elicotteri al governo  indiano da parte di AgustaWestland, controllata da Finmeccanica. Questo il motivo che ha fatto scattare una serie di arresti importanti questa mattina da parte dei carabinieri su ordinanza del Gip  di Busto Arsizio. Con l’accusa di corruzione internazionale, peculato e concussione è finito in manette il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, ai domiciliari l’amministratore di Agusta Westland Bruno Spagnolini e due cittadini svizzeri, Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa, che all’epoca furono gli intermediari di questo affare valutato oltre i 500milioni di euro.

Ma la vicenda sconfina anche nel mondo politico perchè dagli atti emerge che l’ascesa di Orsi al comando di Finmeccanica potrebbe essere frutto dell’incotnro tra i leghisti Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli e l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.Come risulta dallla testimonianza di Luciano Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia, che dice di essere a conoscenza di questi fatti tramite il presunto intermediario svizzero Guido Hascke. Zampini rivela ai pm: “La retrocessione che mi è stata richiesta magari serviva a Orsi per ricompensare la Lega. Le faccio presente che la stampa di quei giorni dava risalto al sostegno che Orsi aveva avuto dalla Lega. Mi è stato riferito da Guarguaglini e Borgogni che all’incontro che aveva preceduto la nomina di Orsi avevano partecipato Maroni, Giorgietti, Calderoli e Letta. I leghisti avevano fatto prevalere il nome di Orsi”. Zampini poi dice: “Guarguaglini mi aveva detto che Letta e Berlusconi erano per la mia nomina, Tremonti non era in disaccordo, solo la Lega spingeva per Orsi”.

Maroni, dal canto suo, nega il coinvolgimento del Carroccioe replica che l’ad di Finmeccanica “era stato indicato dal Consiglio dei ministri”. “La Lega non c’entra nulla e se qualcuno farà insinuazioni su questo ne risponderà in sede civile e penale. Orsi fu nominato dal consiglio dei ministri”, precisa il segretario della Lega.

 

La vicenda
Era stata la Procura di Napoli a iniziare le indagini, nell’aprile 2012, sull’operato del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi per i reati di corruzione internazionale e riciclaggio. La vicenda è quella di una presunta tangente che sarebbe stata pagata in relazione a un contratto del 2010 per la fornitura di 12 elicotteri AW-101 per un valore complessivo di 560 milioni di euro, firmato da Agusta Westland (una società del gruppo Finmeccanica al tempo guidata da Orsi) con il Ministero della Difesa dell’India.

Il filone investigativo era partito dalle dichiarazioni di Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, che ai magistrati aveva appunto parlato di una tangente pagata da una società controllata dal gruppo per assicurarsi commesse all’estero.

Dopo una perquisizione a Lugano nell’abitazione e negli uffici delle società di Guido Haschke (il consulente esperto di affari internazionali che avrebbe mediato per la commessa in India di Agusta Westland l’affare per la vendita di elicotteri), a giugno il pool della Procura di Napoli dispone una perquisizione nella casa romana di Ettore Gotti Tedeschi (fino a pochi giorni prima presidente dello Ior), poi ascoltato dai magistrati come ‘persona informata sui fattì in virtù degli antichi e consolidati rapporti di conoscenza tra Gotti Tedeschi e Orsi.

A fine luglio 2012 la Procura Generale della Cassazione aveva accolto un ricorso della difesa di Orsi disponendo che il fascicolo dell’inchiesta sugli appalti Finmeccanica fosse trasmesso per competenza territoriale alla Procura di Busto Arsizio. Oggi Orsi e l’amministratore delegato di Agusta Westland Bruno Spagnolini sono stati arrestati (in carcere il primo, ai domiciliari il secondo) con l’accusa di corruzione internazionale. Eseguite anche delle perquisizioni in alcuni uffici di Milano e presso l’abitazione di un avvocato a Cornaredo, nell’hinterland del capoluogo lombardo.

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