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Sparizioni, il quadrilatero della paura: dopo 14 anni è ancora mistero

 CASERTA – Un mistero lungo quattordici lunghissimi anni. Il mistero del Montemaggiore. Cinque anziani scomparsi nel nulla.

Solo una di loro – l’unica donna –  fu ritrovata morta in un punto in cui le ricerche erano passate vanamente per diverse volte. Per tutti gli altri nessuna traccia. E probabilmente di loro mai più nulla si saprà. Una vicenda agghiacciante. Contornata dall’alone di un mistero fitto che va dall’ipotesi del rapimento fino alla pista dei riti satanici. E poi l’inspiegabile lentezza nelle ricerche. Infine – non certo in ordine di importanza – l’inerzia della politica locale che, con ogni probabilità, non ha mai affrontato la questione con le giuste e doverose misure. Qualcuno, ancora oggi, crede fermamente che l’allora giunta provinciale, capeggiata dell’onorevole di centrodestra Riccardo Ventre, abbia preferito tacere sulla vicenda temendo che l’alone del mistero potesse avere ripercussioni negative sullo sviluppo del turismo. I familiari delle persone inghiottite dal nulla ancora non si rassegnano. Sperano di ritrovare almeno i resti dei loro cari.

Il quadrilatero della paura

Tutto accadde in un quadrilatero composto da quattro comuni del casertano (Liberi, Pontelatone, Formicola e Castel Di Sasso). Piccoli centri montani, confinanti e adagiati nel cuore del massiccio del Montemaggiore. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Una zona caratterizzata dalla lentezza di una quotidianità scandita ancora dall’immortalità della tradizione antica. Ad alimentare il terrore della gente e, soprattutto, dei familiari degli scomparsi, altri due episodi: un furgone bianco che per alcuni giorni percorreva, in quel periodo, le stradine dei quattro comuni del Montemaggiore e le tracce di numerosi riti satanici su una cima situata nella parte ovest della catena montuosa. Il Monte Demonio.

Le sparizioni in ordine cronologico

Maria Cirillo, 86 anni, scomparve da Profeti (frazione di Liberi) il 2 ottobre del 1998. I resti mortali della signora anziana vennero rinvenuti dopo oltre quattro mesi in località Fratte. Le ossa della vittima erano sparse un po’ ovunque. Gli inquirenti si trovarono dinanzi agli occhi una scena raccapricciante. Degna di un film horror. Il 14 febbraio 1999, a Pontelatone, si persero le tracce dell’allora 86enne Raffaele Izzo. L’uomo venne notato da alcune persone mentre camminava, lungo la strada provinciale, verso la propria abitazione. Poche centinaia di metri che Izzo non percorse mai più. Toccò poi a Vincenzo Santillo, 67 anni, scomparso da Formicola il 12 agosto 1999. L’uomo originario della zona viveva con il figlio a San Prisco. Quella sera, come ogni anno, volle partecipare ad una delle tante sagre che caratterizzano l’estate nei piccoli centri del Montemaggiore.  Alcuni amici lo videro, per l’ultima volta, poco prima della mezzanotte camminare fra i tavoli nella piazza del paese. Non tornò mai più a casa. Stessa sorte toccò poi a Giacinto Maioriello, 69 anni. Fece perdere le sue tracce da Cisterna, frazione del comune di Castel di Sasso, il 18 ottobre 1999. L’uomo abitava in un antico palazzo nel centro della frazione dove la strada finisce. Come ogni giorno Giacinto parlò con i vicini e con alcuni muratori che lavoravano per il restauro di una casa lungo la stessa strada. Improvvisamente Giacinto non fu più visto. Tutti pensavano fosse rientrato in casa. Ma non era così.  Eppure per allontanarsi dalla propria abitazione l’anziano doveva passare, obbligatoriamente, davanti alle altre persone che come ogni giorno erano sedute sull’uscio di casa. Ma tutti hanno sempre asserito di non averlo notato. A distanza di qualche tempo, altri due anziani giurarono di essere scampati, per puro caso, ad un tentativo di rapimento da parte di due sconosciuti a bordo di un furgone bianco. Da quel momento, non si registrò più alcuna sparizione. Fino al 29 novembre del 2002 quando il comprensorio sprofondò nuovamente nella paura e nell’angoscia. Quel giorno, un altro anziano, Antonio Isolda, venne inghiottito dal nulla. Di lui, successivamente, vennero ritrovate alcune tracce. Nello specifico,  vari capi d’abbigliamento. I suoi pantaloni vennero ritrovati in località Fratte (stessa zona nella quale venne ritrovato il cadavere di Maria Cirillo) completamente rivoltati.

 Le sette sataniche

Quando il terrore ha lo sguardo assassino del diavolo. Ad infittire il mistero, infatti, c’è la pista delle messe nere. Nell’aprile del 1999 un testimone raccontò a “Chi L’ha Visto” di aver assistito al sacrificio di un cane sulla cima del Monte Demonio. Una zona in cui vennero ritrovate anche tante croci sulle quali erano posizionate bambole col volto completamente bruciato. Esiste realmente un nesso tra le sparizioni e i riti satanici? Dopo quattordici anni anche questa domanda non trova risposta alcuna. Ma una cosa appare certa. Colpire chi è più debole è già di per sé la manifestazione più autentica in Terra dei profeti del Male. Assassini sì. Ma anche terribilmente vigliacchi.

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