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Elezioni. Attiviste Femen contestano Berlusconi e finiscono in Questura. Ecco il video

MILANO  – Sono state accompagnate in Questura le tre attiviste dell’organizzazione femminista ucraina ‘Femen’ che questa mattina hanno contestato Silvio Berlusconi che si apprestava a votare alla scuola ‘Dante Alighierì di via Scrosati di Milano.

Le tre, una francese e due ucraine, atterrate energicamente dalle froze dell’ordine  si trovano ora negli uffici della Digos e saranno con ogni probabilità denunciate per resistenza a pubblico ufficiale. Al momento sembra infatti improbabile che gli venga contestata la turbativa del voto.

Da quanto è possibile apprendere nessuna delle tre ragazze si sarebbe resa responsabile di blitz analoghi in Italia. Le ragazze, con al collo un pass «Press» con il logo di una agenzia di stampa internazionale, si erano mischiate tra le decine di giornalisti, fotofrafi e operatori televisi (anche stranieri) che assiepavano l’atrio della scuola elementare, dietro a dei banchi posti dalla polizia per contenerli e permettere ai tanti milanesi di poter entrare e uscire dal complesso scolastico prima e dopo il voto.

Improvvisamente, le tre si sono spogliate rimanendo a torso nudo e si sono messe a gridare «Basta Berlusconi», slogan che avevano anche scritto sul petto e sulla schiena. Gli agenti hanno cercato di calmarle, ma le ragazze hanno dato in escandescenze, gridando e dimenandosi con sempre più veemenza. Poliziotti e carabinieri le hanno sollevate di peso e portate all’esterno dove sono state letteralmente immobilizzate a terra prima di essere accompagnate in via Fatebenefratelli per essere identificate.

 

IL VIDEO

Quello che pubblichiamo è un video che non avremmo mai voluto vedere. Purtroppo non è la prima volta che la polizia interviene contro cittadine e cittadini che protestano un loro diritto, anche se in forme non consuete,  che non fanno male a nessuno, con inaudita violenza. Una di loro è stata gettata per terra, finita in una pozzanghera dove, come si vede il poliziotto le preme le testa, prendendola per i capelli. Ad un’altra viene infilata una sorta di camicia di forza per coprire il seno nudo, ma in verità per coprire la scritta “basta berlusconi”. Fra le forze dell’ordine anche una donna poliziotto che stringe al collo a più non posso, la camicia  di forza. Non si capisce quale sia stata la molla che ha spinto la polizia a smili atti di brutalità. Certo non era in discussione l’incolumità del cavaliere. Come è noto, e dovrebbe esserlo anche ai poliziotti, particolarmente a chi li dirige, che queste forme di protesta adottate in  città di tutto il mondo civile sono estranee a forme di violenza. Le ragazze di Femen, questo il nome del movimento, esibiscono in modo pacifico la loro protesta, una satira molto efficace visto che si tratta di Berlusconi il quale considera le donne un oggetto di piacere. Era in gioco il pudore? Un seno nudo è un atto osceno. E la pubblicità che copre di donne seminude i muri della città? Una risposta le forze dell’ordine devono darla. Episodi del genere non sono tollerabili.  Sembra invece che siano state denunciate  non solo per turbativa dell’ordine pubblico o qualcosa di simile e per atti osceni. Non solo violenza a buon mercato ma anche ridicolo a non finire. Per il rispetto che abbiamo per il lavoro che fanno le forze dell’ordine  diciamo  che denuncie di questo tipo non giovano al prestigio della nostra giustizia.

 

 

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