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Desdemona e le altre. Storie, parole, musiche, video e giornalismo sul femminicidio

MILANO – “Desdemona e le altre”, in scena alle 20 lunedì 4 marzo alla Camera del Lavoro di Milano, Corso di Porta Vittoria 43, ingresso sarà gratuito.

Non è una pièce tradizionale, non è, fortunatamente, neanche un dibattito: è lo spettacolo del racconto del femminicidio in letteratura e in cronaca nera. E di come e quanto questo modo storto di raccontare finisca col reiterarlo. È questo che va in scena, l’ammazzamento di donne, preferibilmente mogli o fidanzate o comunque signore che non ne vogliono più sapere, ieri ed oggi, con poca differenza, se non di qualità artistica, fra melodrammi o terzine da una parte o anche feuillettons e articoli di giornale o servizi televisivi dall’altra. Desdemona, Pia de’ Tolomei nel bel testo di Carlo Lucarelli, Carmen e Barbablù. Gli sterotipi non cambiano. Se l’era cercata, o mia o di nessuno, colto da raptus, dramma della gelosia…
Prendono la parola anche donne che questa violenza estrema l’hanno subita e non la possono più raccontare. E altre donne ancora, che, testimoni del tempo, provano a rispettare assieme il dovere di cronaca e la dignità delle vittime, attraverso un’“informazione corretta”. Sul palco colleghe e colleghi, attrici, ospiti, video, violini. Maxia Zandonai a condurre e coordinare i brani di film, interviste video, letture, melodramma e gli interventi di Enrico Finzi, giornalista e ricercatore che ci racconta quanti siano i “modi del possesso maschile” nei confronti della donna, del magistrato Fabio Roia che da un ventennio giudica specificatamente prevaricazioni e violenze, della criminologa Francesca Garbarino che aiuta i violenti a riconoscere i propri visceri oscuri, di Alessio Miceli di Maschile plurale. Il graffio dell’editorialista Natalia Aspesi, e il contrappunto intellettuale-femminista di Lea Melandri ci arriveranno dai video curati da Rita Musa, e Maddalena Crippa con Rossana Carretto, Cinzia Massironi, Silvano Piccardi ed Elisabetta Vergani saranno gli appassionati interpreti. L’Orchestra Femminile Italiana accompagnerà lo spettacolo, che è stato pensato dentro “Giulia” – la rete delle giornaliste – grazie anche a contributi maschili. L’idea è di Gegia Celotti, affiancata nell’elaborazione da Marina Cosi, Anna Bandettini, Saverio Paffumi e Silvano Piccardi che firma anche la regia. Patrocinio dell’Ordine lombardo dei giornalisti e del Comune di Milano. Promotori: Camera del Lavoro di Milano e le donne di CGIL, CISL, UIL

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