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L’austerità colpisce duro. Occupazione, consumi, Pil, tutti giù. Debito pubblico su

Disoccupazione record per i giovani in Italia.  Il tasso  che riguarda  i  15-24enni è schizzato, a gennaio, al 38,7% dal 37,1% di dicembre 2012: con un picco per le donne pari al 56,1% il dato più alto dal quarto trimestre del 1992 (inizio serie storiche trimestrali) e dal gennaio 2004 se si considerano le serie storiche mensili.

Gli under 25,  le persone in cerca di lavoro sono 655mila e rappresentano il 10,9% della popolazione. In questa fascia d’età tasso di disoccupazione a gennaio è aumentato di 1,6 punti percentuali rispetto a dicembre 2012 e di 6,4 punti su base annua. Nel quarto trimestre del 2012, invece, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni schizza al 39%, con un picco del 56,1% per le donne.  Finiamo dando il quadro relativo ai precari. Nel 2012 si è toccatoil numero massimo di 2.milioni 375 mila contratti a termine e 433 mila collaboratori. In totale ci sono 2,8 milioni di persone che ne quelli dei collaboratori dal 2004 non hanno un posto fisso. Il numero dei dipendenti a termine è il più elevato dal 1993 .

La Cgil. Chiara bocciatura delle politiche europee di rigore

Si tratta di una situazione che dovrebbe rappresentare la prima preoccupazione delle forze politiche, del dopo elezioni,  con il Paese che vive una situazione di incertezza, la stessa governabilità è messa in dubbio. La Cgil interviene  rivolgendosi in primo luogo all’’Europa sottolineando che il voto ha espresso “una chiara e inequivocabile bocciatura delle politiche di rigore e austerità che hanno drammaticamente aggravato la crisi sociale”.  E per quanto riguarda il nuovo governo sottolinea che “dovrà affrontare le emergenze sociali e del lavoro e impostare, congiustizia redistributiva,una politica economica che già pomga le basi per lo sviluppo”. Federconsumatori e Adusbef per bocca dei presidenti Trefiletti e Lannutti affermano che “il mondo del lavoro si sta dimostrando sempre più povero di prospettive e opportunità, quindi gli interventi necessari a far ripartire il Paese non possono essere ulteriormente rinviati. 

Federconsumatori e Adusbef: un piano di rilancio per il lavoro

Occorre investire nella crescita e nello sviluppo perché la nostra economia possa uscire dalla spirale depressiva in cui è precipitata. L’elaborazione di un piano di rilancio dell’occupazione, lo stanziamento di fondi per la ricerca e l’innovazione tecnologica e l’introduzione di sostegni per le famiglie a reddito fisso dovranno dunque costituire delle priorità per il prossimo Governo”.

“E’ inoltre necessario – concludono Lannutti e Trefiletti –  modificare le misure recessive, evitando un ulteriore aumento dell’IVA ed eliminando l’IMU sulla prima casa per le fasce di reddito più basse. Se tali provvedimenti non verranno modificati i consumi non potranno ripartire e il Paese non farà che avvilupparsi in una crisi ancora più profonda”.

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