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Diciamolo, nessuno immaginava davvero che finisse così. Ma l’Italia , stavolta, ha dato  il meglio di sé.  L’ingovernabilità. Un perfetto  approdo del viaggio intrapreso negli ultimi venti anni.

Una rara  e puntuale sovrapposizione antropologica e sociale con i numeri usciti dalle urne, tanto che qualcuno si è chiesto: oddio ma siamo proprio così?

Dal 1947 a oggi , dicono diversi commentatori, non si registrava uno stallo del genere. Ma lo stallo è civico o solo numerico? Siamo i l paese che manda al potere i clown? Oppure siamo il paese più democratico del mondo che ha  dato voce a tutte le voci? Siamo degli anarchici fascistoidi e populisti, oppure per l’ennesima volta riusciamo a inventare un modello (il partito-non partito con a capo un non-eletto, consigliato da un consulente  quasi-muto) di rappresentatività  da perfetto laboratorio politico per sopravvivere e quindi ad adattarci, nella maniera migliore all’ecosistema?

Tantissimi gli interrogativi (e naturalmente le risposte) che hanno  incendiato per tutta la settimana il panorama informativo.  Tantissimi i commenti, già a qualche minuto dalla chiusura delle urne, di chi naturalmente aveva capito tutto e lo dispensava a pieni tasti verso noi , ignari e soprattutto increduli, viandanti. La vittoria di Grillo? Ampiamente prevista. Il ritorno di Berlusconi? Non con quelle dimensioni ma assai probabile. L’ammosciarsi di Bersani sul filo di lana? Sfiancato dalle primarie.  La sparizione della sinistra? Un effetto del riscaldamento globale. E così via.

Quando arriva la quiete dopo la tempesta, il centrosinisra ha perso 3 milioni  e mezzo di voti,  Berlusconi quasi 6, Grillo ha raggiunto 8 milioni e mezzo. Monti non pervenuto. Fini  e Casini  cancellati. Bersani -Vendola hanno 340 deputati alla Camera avendo superato il centrodestra di una incollatura (0,4%). Al Senato nessuna maggioranza, nonostante quella dei “seggi ” al centrodestra per effetto delle vittorie nelle Regioni. Comunque  “ingovernabile est”.  Mirabilie del Porcellum!

Abbiamo creduto a tutto e a tutti. Addirittura al vecchio Priapista in versione venditore di pentole perseguitato dalla magistratura e ora sarà interessante vedere come andrà a finire.

Chi vivrà (o semplicemente chi avrà più pazienza) vedrà. I giornali, le televisioni e i media tutti , si sono gettati a peso morto nella puntuale descrizione di un grande Risiko dagli esiti incerti.

Torneremo alle urne? Quelle elettorali o quelle cinerarie? Grillo avrà la maggioranza assoluta oppure l’avrà Berlusconi? L’Europa , o meglio la sua Banca Centrale, ci lascerà al nostro destino avendo noi perso ogni credibile credibilità? La lira sarà uno strumento o di nuovo una moneta? Il nuovo Papa avrà i numeri per governare? Riusciranno a eleggere un nuovo presidente della Repubblica, oppure si prospetta un Ri-napolitano?

Abbiamo assistito inerti a mirabolanti metamorfosi intepretative, per cui si è passati da “populismo e demagogia” ad “aperta e legittima  protesta provocata dalla crisi della politica  e da misure economiche insostenibili”.  Da “clown, buffone di corte, cretino” a  “intelligente tribuno che ha saputo intercettare il malessere popolare” etc…

Tanto peggio, tanto meglio si diceva un tempo. Sarà lo sfascio o finalmente una rigenerazione ? Il grande fuoco purificatore o il bagliore di uno zolfanello?

A proposito non suona un po’ strano che in tutto questo casino, la Goldman Sachs si dichiari soddisfatta del risultato italiano?  Grazie. Non c’è bisogno di essere un analista finanziario per capirlo. Un crollo politico italiano destabilizzerebbe l’Europa e naturalmente l’euro.  Iene e avvoltoi si avvicinano. Comunque per una volta, qualcuno ha vinto davvero.

Per l’ennesima volta (anche se vige la legge del punto di vista) abbiamo perso tutti.

Dal caos dei numeri e dei commenti (a proposito abolite la figura di sondaggista e sostituitela con qualche mago delle televisioni private, forse l’intuizione sarà meno scientifica ma senz’altro migliore)  arrivano centinaia di immagini, di facce, di microfoni, di dichiarazioni spontanee, di urla, di piazze  stracolme o vuote . Tutto si mescola e si sovrappone. Il senso si smarrisce, una musica si fa sempre più assordante e iniziamo ad essere invasi da una schiuma biancastra , discreta ma inarrestabile, che ci sommerge,.

Forse siamo davvero arrivati all’ultima scena di Hollywood Party. Quella di  Peter Sellers che  inizia a lavare l’elefante e scatena un epico putiferio nella villa dove  era ospite (casuale).

Sommersi dalla schiuma. In balia di un irrefrenabile e distruttivo caos. Un tale caos dove non ci rimarrà che comportarci come il rassegnato padrone di casa quando gli comunicano che la moglie sta annegando e sussurrare: “Salvate i gioielli”.

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