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ROMA – Non sappiamo se e quando sarà formato un governo. Ancora meno sappiamo chi lo comporrà e chi lo sosterrá. Per il momento tra Pd e Grillo volano, a giorni alterni, proposte di dialogo e calcioni. 

Forse si tornerà a votare, nel frattempo Berlusconi scalda i motori e già pensa ad una nuova campagna elettorale condotta a colpi di Porcellum e di conflitto di interesse. Nonostante i più pensino il contrario, noi continuiamo a ritenere probabile che questa destra, appena ripulita, e senza il Cavaliere esplicitamente candidato alla presidenza, possa persino tornare a vincere ed avviare un nuovo ciclo nel segno di una “Controrivoluzione Incivile”. Naturalmente speriamo di sbagliare, ma non ci convince affatto la distrazione, per non dire altro, con la quale si sta registrando l’annuncio della marcia contro i giudici annunciata da Berlusconi per il prossimo 23 marzo.
Alcuni pensano che sarà un flop, altri che non bisogna cadere nella trappola berlusconiani antiberlusconiani, altri ancora credono davvero che questa destra sia ormai morta e che tutta l’Italia abbia votato per Bersani e Grillo, ma così non è; guai a confondere i propri desideri con la realtà. Sia come sia non si può assistere come se nulla fosse ad una marcia contro la giustizia e, soprattutto, contro la Costituzione. Il Cavaliere ha convocato le truppe per protestare contro l’uso politico della giustizia, ma di quale uso politico parla? Nei processi in questione, diritti tv, caso Ruby e, soprattutto, compravendita dei parlamentari, si affronta , semmai, la questione dell’uso politico della corruzione. Questi processi sono parte della “Questione morale” e l’annuncio di una manifestazione contro i magistrati ha il sapore di un annuncio eversivo di fronte al quale non è possibile fare finta di nulla. Per queste ragioni sarà forse il caso di provare a convocare, sempre per quella giornata, 100 piazze per la Costituzione, luoghi dove rimettere insieme quanti, in questi anni, hanno sempre detto alle leggi ad personam, ai conflitti di interesse, alle leggi bavaglio, ai tentativi di manomettere la legalitá repubblicana. Queste persone hanno votato in modo diverso, continueranno a farlo, forse litigheranno aspramente nelle prossime ore e nei prossimi giorni, ma sarebbe il caso che, almeno il 23 marzo, provassero a trascorrere qualche ora insieme, così tanto per ribadire che ci sono valori non negoziabili e non acquistabili, nel senso simbolico e letterale della parola.

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