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A Grillo e Casaleggio fanno paura gli eletti grillini

ROMA –  Grillo e Casaleggio, o meglio Casaleggio e Grillo, l’uno la mente, l’altro il braccio hanno paura, una paura cane che fra gli eletti ci sia uno smottamento e che qualcuno intenda aprire la gabbia dove  il “ 5 Stelle duo intende chiudere parlamentari e senatori. Non si spiega in altro modo l’infittirsi di minacce, avvertimenti, sempre più pesanti.

Ha cominciato la “mente” avvertendo che se qualcuno osa esprimere un voto di fiducia nei confronti di un governo di centrosinistra lui se ne va, lascia il movimento. Ha fatto seguito Grillo mentre era ancora in corso la riunione degli europarlamentari dove – gli era stato riferito dallo “staff” – si era accennato ad un possibile referendum fra gli iscritti  sulle proposte di Bersani. Ha fatto sapere che, nel caso lui se ne fosse andato, avrebbe mandato all’aria il movimento. L’avvertimento era chiaro.  Ma per chi non aveva capito  ci ha pensato la neocapogruppo alla Camera, Roberta Lombardi la quale, senza mezzi termini ha  avvertito. “ Escludo categoricamente fiducia al Pd.  Se qualcuno deciderà di farlo sarà fuori dal movimento”. Certo non ha escluso un “dialogo in trasparenza”. Ma come è noto un dialogo non si è mai negato a nessuno. Ma il Paese ha bisogno di un governo, del cambiamento dice Bersani.

E pensare che qualcuno dei neoparlamentari aveva preso le dichiarazioni di Casaleggio e Grillo come un atto di liberalità. Vedete avevano detto ai giornalisti che “siamo liberi di pensare e di muoverci.” Avevano capito male e la Lombardi, anima nera del movimento,  eletta  capogruppo con neppure la metà dei voti dei deputati, nominata da Grillo, ha riportato le cose nell’ordine naturale, quello del capo. Non se ne vanno i due capi, cacciano chi osa disobbedire. A tenere le briglia, il lucchetto della gabbia, ci pensa lo “ staff”. Non si capisce  cosa sia. Ogni qualvolta un “ cittadino” accenna a parlare con qualche giornalista, arriva l o “staff” e al malcapitato  toglie la parola e caccia il giornalista “  Non è una conferenza stampa – dice – solo i capigruppo sono autorizzati“. Man mano  che si avvicinano i giorni in cui nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio i neo eletti prenderanno posto e saranno chiamati ad esercitare il loro mandato la stretta si fa più pressante, il cerchio si chiude. Un segno, appunto, che qualche malumore, chiamiamolo così, lo si avverte.  C’è chi non se la sente di assumersi il peso della responsabilità di mandare il Paese allo sfascio, di farsi compare di chi punta non al bene del Paese ma al potere . Non è un caso che qualche neo eletto abbia affermato che verrà chiesto al Presidente Napolitano di dare l’incarico  di formare il governo a 5 Stelle. A chi? Non viene detto, poi vedremo.  E’ vero che i teorici di M5S sostengono che  alla democrazia rappresentativa, parlamento, governi, partecipazione dei cittadini, senza virgolette, va sostituita la democrazia diretta ma ancora siamo, per nostra fortuna,  in un fase della  vita politica dove la Costituzione non è un libro di carta straccia da inviare al macero.   Il primo partito, sia alla Camera che al Senato, è il Pd, la coalizione di centrosinistra ha la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato. Grillo è al terzo posto, neppure al secondo. Come può pretendere di dar vita ad un governo, chi lo può sostenere? Interrogativi cui non è possibile dare risposte. Perché in democrazia non ce ne sono.  Le regole vanno rispettate, punto e basta.

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