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Crisi. Allarme caduta dei consumi alimentari. Persi 20 miliardi in 5 anni

ROMA – Dispense quasi deserte, frigoriferi vuoti: gli italiani stringono la cinghia anche a tavola. La lunga crisi economica ha portato a un crollo dei consumi alimentari: in cinque anni, tra il 2007 e il 2012, la spesa alimentare ha subito un taglio di 20 miliardi di euro (-10%).

E’ questo l’allarme lanciato oggi da Federalimentare conferma la situazione di profonda crisi in cui versano le famiglie, che Federconsumatori denuncia da anni.

«Immaginate 10 anni senza mai andare al cinema o senza comprare più smartphone e tablet. Oppure – ha sottolineato Federalimentare – 2 anni di fila senza acquistare e leggere nemmeno un libro o 3 senza nemmeno una partita di calcio. Solo con questi paragoni, forse, ci si può rendere conto dell’astronomico ammontare dei tagli alla spesa alimentare registrati degli ultimi 12 mesi: un forse non appariscente -3%, che corrisponde però, in valore, a quasi 7 miliardi di euro». Percentuale che lievita a -10% «se prendiamo in esame gli ultimi 5 anni, con dispense e frigoriferi più ‘leggerì, in questo caso, di ben 20 miliardi di euro». Proseguendo nella comparazione «in questo caso è come se per 10 mesi si fossero chiuse le frontiere al turismo straniero e il sistema Paese non avessero incassato neppure un euro da questo business, vitale per la nostra economia, o come se per un anno e mezzo non si fosse più andati al ristorante e in pizzeria», ha concluso l’associazione.

Il potere di acquisto di queste ultime, infatti, è ridotto ormai allo stremo, tanto da determinare una forte contrazione persino dei consumi alimentari. Un settore la cui domanda, come è noto, è tradizionalmente considerata anelastica, proprio perché con estrema difficoltà viene interessata da profondi e radicali mutamenti. La diminuzione del 3% dei consumi alimentari nel 2012 denunciata da Federalimentare, rappresenta, quindi, un segnale di gravità inaudita, che appare ancora più sconcertante se affiancato al dato rilevato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente alla contrazione generale dei consumi nello stesso anno, pari al -4,7%.
Un andamento che non accenna a migliorare nemmeno nell’anno in corso, per il quale abbiamo stimato un’ulteriore caduta dei consumi del -1,4%, con una relativa diminuzione della spesa delle famiglie di 9,9 miliardi di Euro. Addirittura, nel biennio 2012-2013, a fronte di una contrazione dei consumi del -6,1%, la caduta della spesa delle famiglie risulta pari a -44 miliardi di Euro. Una situazione estremamente critica, di fronte alla quale è necessario intervenire al più presto, per scongiurare effetti ancora più drammatici per le famiglie e per l’intera economia.”
Per questo ribadiamo l’urgenza di alcuni provvedimenti indispensabili che dovranno essere presi non appena formato il nuovo Governo.
Al di là di questioni, pur sempre fondamentali, quali l’approvazione di una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini una reale possibilità di scelta dei propri rappresentanti, o l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, bisogna adottare tre misure immediate per il rilancio economico del Paese:
1.    Abolire l’aumento dell’IVA da luglio,
2.    Disporre una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso,
3.    Avviare una ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca.

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