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Grillo, M5S: “Ora vogliamo entrare nelle stanze dei bottoni”

Vendola chiede le scuse ai 2 senatori 5 stelle: “Non sono un venditore ne un compratore di onorevoli senza onore”

ROMA –  “Ora che siamo stati eletti al Parlamento, vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato”. Così Beppe Grillo, dopo le polemiche sul caso Grasso, quasi volesse metterci una pietra sopra.
E poi: “vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto”, ha ribadito. “Dopo la nomina della presidente della Camera Laura Boldrini siamo a una prima giornata cruciale – spiega dal suo blog ricordando che  oggi, martedì, alle 18, a Montecitorio ci sarà la prima conferenza dei Capigruppo – si parlerà della composizione dell’Ufficio di Presidenza che verrà votato in aula giovedì, decidere le nomine dei suoi vicepresidenti e soprattutto scegliere i questori: veri e propri controllori  dei conti alla Camera. Noi cittadini del Movimento 5 Stelle – aggiunge il comico –  presenteremo i nostri candidati per tutti questi ruoli perchè vogliamo essere protagonisti del rinnovamento che abbiamo promesso in campagna elettorale”. Insomma, secondo Grillo “è  giunta l’ora di  rendicontare le caramelle e, dunque di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 Stelle. Lamberto Dini, per inciso, non ci ha ancora svelato nulla di cosa sa del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica di cui accennava qualche giorno fa. Attendiamo (s)fiduciosi”.

Vendola e i finti posti offerti

Nel frattempo si inasprisce la polemica tra Nichi Vendola e il senatore cinque stelle Mario Michele Giarrusso. Quest’ultimo, infatti ha scritto sul suo profilo Facebook: “Oggi mi ha chiamato Vendola. Mi ha fatto i complimenti per la mia scelta su Grasso e mi ha manifestato disponibilità ad accogliermi nelle fila della maggioranza laddove Grillo mi cacciasse”.
E poi ha scritto: ”  Per i politici tutto è tattica, merce di scambio, gioco a scacchi. Sono offeso. Profondamente offeso. Offeso che una scelta etica sia stata scambiata per disponibilità all`inciucio, che una scelta difficile sia equivocata, come infedeltà ai propri impegni, che un attivista 5 stelle sia scambiato per un aspirante politico di professione. Non sono in vendita. Non ho un cartellino del prezzo da cercare e quindi, signori politici astenetevi dalle brutte figure”.

Parole che il leader Sel Nichi Vendola ha categoricamente smentito, visto che il medesimo episodio è stato raccontato anche dal senatore 5S del Campanella, che avrebbe addirittura ricevuto una telefonata dal governatore della Puglia. “Purtroppo – ha detto Vendola –  non sapevo dell’esistenza del sen. Campanella, che farnetica di una mia presunta telefonata per proporgli di entrare in Sel. Penso che sia stato vittima di uno scherzo. Lo appuri subito e mi chieda scusa: non sono un venditore ne un compratore di onorevoli senza onore. In assenza di scuse porterò il suddetto Campanella in tribunale, dove dovrà risarcirmi per una così ridicola e patetica diffamazione. Questa mattina anche il senatore Giarrusso ha dato notizia di aver ricevuto una telefonata di Vendola. Anche in questo caso, il leader di Sel aspetta le scuse, in caso contrario il sen. Giarrusso dovrà risponderne in tribunale. Infine, poco fa il senatore Campanella, evidentemente imbarazzato, si è giustificato dicendo: ‘Non so se era scherzo, al telefono sembrava Vendolà. Il senatore Campanella poteva benissimo verificare, c’erano modi e tempi per farlo, prima di rendere pubbliche accuse infamanti». In ogni caso  Nichi Vendola aspetta ancora le scuse dei 2 parlamentari del M5s.

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