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Pedopornografia. In manette bancario 52enne. Aveva oltre 100mila foto e filmati di minori

ROMA  – Il 13 marzo scorso, personale dipendente del compartimento della Polizia postale e delle Comunicazioni del Lazio e della sezione di Viterbo ha dato esecuzione, sul territorio della provincia di Roma, all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa l’11 marzo dal Tribunale ordinario di Roma nei confronti di S.A., romano, professione bancario, 52 anni, sposato senza figli, residente con la moglie.

L’adozione della misura cautelare è stata decisa per la detenzione di ingente quantità di materiale pornografico realizzato utilizzando minori di 18 anni si è resa necessaria alla luce dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico. Nel maggio del 2011, S.A. era stato già oggetto di perquisizione domiciliare eseguita da personale della sezione di Polizia postale e delle Comunicazioni di Viterbo per aver messo in condivisione ed essersi procurato materiale digitalizzato di natura pedopornografica, e più precisamente 5 immagini aventi ad oggetto minori in atti sessuali. L’autorità giudiziaria emise, ad aprile del 2011, a carico dell’indagato, un decreto di perquisizione locale e personale. In esito a detta attività, eseguita presso la sua abitazione furono sequestrati 2 pc e 93 supporti tra dvd e cd-rom.

Le successive attività di analisi di ordine tecniche-forense eseguite sui supporti informatici in sequestro hanno permesso ai consulenti tecnici del pm di accertare che sugli stessi risultavano memorizzati più di 105.000 tra immagini e filmati pedopornografici realizzati con il coinvolgimento di minori di 18 anni, ma anche di 14. Alcuni di essi ritraevano addirittura immagini raccapriccianti di neonati coinvolti in attività sessuali.
Alla luce del considerevole quantitativo di materiale rinvenuto, l’autorità giudiziaria competente ha disposto una seconda attività di perquisizione, da eseguirsi presso l’abitazione di S.A. e in tutti i luoghi nella sua disponibilità. Successivamente ad attività di pedinamenti ed appostamenti effettuati anche presso la sede di lavoro di S.A., in cui lo stesso sovente si soffermava oltre il normale orario di servizio, compiuti al fine di accertare il verificarsi o meno di eventuali incontri del medesimo con minori, il 5 dicembre 2012, personale del compartimento della Polizia postale del Lazio, coadiuvato da operatori della dipendente sezione di Viterbo, ha dato esecuzione al decreto di perquisizione locale e sequestro. L’11 marzo scorso, poi, il gip Riccardo Amoroso ha disposto, a carico del soggetto, l’esecuzione della misura cautelare in carcere. (Dire)

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