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La disoccupazione scoraggia l’Europa, Piazza Affari salvata dal calo dello spread

TRIESTE –  In concomitanza con la chiusura negativa di venerdì scorso a Wall Street, dominata da notizie sul fronte occupazionale fortemente deludenti e da un rapporto mensile sul lavoro nettamente inferiore alle attese, ennesima settimana all’insegna della negatività per Piazza Affari: nel periodo compreso tra il 2 ed il 5 aprile il FTSE Mib,  il più significativo paniere di Borsa Italiana che rappresenta circa l’ottanta per cento della capitalizzazione del mercato azionario del Bel Paese, ha registrato una flessione dello 0,58%, portando al 6,29% il deprezzamento totale dell’indice da inizio anno.

Accantonate temporaneamente le parole del presidente della BCE (Banca Centrale Europea) Mario Draghi sulle incertezze che ancora pesano sulla ripresa economica e superata affannosamente la questione di Cipro, il problema che oggi domina l’attualità economica dell’Eurozona è quello della disoccupazione: con una quota record del 12%, la crisi del mercato del lavoro minaccia di rivelarsi la più pericolosa da affrontare, tanto che Chantal Hughes, portavoce per il mercato unico di Bruxelles, ha affermato che gli attuali livelli di disoccupazione sono una tragedia inaccettabile per l’Europa ed un segnale della gravità della crisi.
Ulteriore campanello d’allarme, anche se stavolta in chiave futura, il declassamento da parte dell’agenzia Fitch del rating di ben cinque istituti bancari sloveni, tra i quali anche la Nova Lljubljanska Banka (NLB) e la Nova Kreditna Banka Maribor (NKBM), le due banche maggiori, dovuto al deterioramento dei crediti che hanno erogato, con sofferenze pari a circa un quinto della capitalizzazione delle banche: con una solvibilità agli sgoccioli (che per i più pessimisti potrebbe essere garantita solo fino a settembre) e tre miliardi di euro di debito sovrano da rimborsare entro l’estate, la Slovenia è nell’occhio del ciclone, ostaggio di un circolo vizioso che vede controllati dallo Stato gran parte degli istituti finanziari così come non poche aziende debitrici; la paura è che, dopo Cipro, possa essere il turno della repubblica ex jugoslava.
Euforia giapponese sui mercati asiatici: le misure straordinarie di politica monetaria per battere la deflazione e sostenere la crescita varate dalla Bank of Japan continuano ad alimentare l’entusiasmo degli operatori che, snobbate le tensioni nordcoreane, hanno trascinato Tokyo al rialzo (+2,80%); riapertura di tutti i listini cinesi dopo la pausa per festività, con Hong Kong (+0,1%) piatta in chiusura e Shanghai in frazionale flessione (-0,8%) sulle preoccupazioni per lo scoppio di un epidemia di influenza aviaria.

Avvio di ottava positivo per i listini del Vecchio Continente che hanno beneficiato del buon andamento delle Borse asiatiche, supportati in corso di seduta dai dati positivi sulla produzione industriale in Germania nel mese di febbraio, nettamente migliori delle attese degli analisti. Giornata dimostratasi nervosa per Piazza Affari (FTSE Mib +0,02%, FTSE Italia All-Share +0,13%), in frazionale rialzo grazie ai titoli del comparto bancario che hanno beneficiato dell’ulteriore assottigliamento dello spread, mentre Londra e Parigi avanzano dello 0,36% e dello 0,26% rispettivamente e Francoforte sale dello 0,14%.
Tra i principali titoli del listino milanese, ribasso di Telecom Italia (-2,23%) a seguito delle prese di profitto dopo i rialzi conseguiti sull’ipotesi di integrazione con 3 Italia, apprezzamento di Mediaset (+0,39%) e RCS Media Group (+7,53%); Fiat Industrial ha guadagnato lo 0,12% dopo l’approvazione del bilancio d’esercizio 2012 (utile netto 810 milioni di euro) e la dichiarazione del numero uno Sergio Marchionne che la fusione con la controllata statunitense CNH dovrebbe essere efficace a far tempo dal terzo trimestre di quest’anno. 

In tema di debito sovrano registriamo, come anticipato, un’ulteriore flessione dello spread tra il BTP ed il Bund con scadenza a dieci anni; la differenza tra il titolo italiano (Btp novembre 2022) e quello tedesco si è portata a 310 punti base, riducendo il rendimento del decennale al 3,32%; in contrazione anche lo spread tra i titoli con scadenza a due anni, la cui cedola è tornata sotto l’1,7%.
Concludiamo la nostra disamina della giornata di Borsa con una notizia dell’ultimo minuto: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato nel pomeriggio il Decreto Legge per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione; positivo il commento del portavoce dell’UE Olli Rehn: «Bene l’approvazione del decreto sui debiti della P.A., ridurre i debiti può essere fatto assicurando l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo e l’impatto del decreto sui conti italiani sarà preso in considerazione nella stesura delle previsioni economiche a maggio».
Una boccata d’ossigeno per le piccole e medie imprese che rende immediatamente eseguibili i pagamenti da parte degli Enti Locali, autorizzati ad utilizzare sino alla metà delle disponibilità di cassa per un valore stimato dal Tesoro intorno ai 7 miliardi di euro; seguirà poi la predisposizione del piano relativo al completamento della restituzione del primo stock di 40 miliardi in circa 12 mesi; infine verrà effettuato un censimento per stabilire l’esatto ammontare dei debiti che, tramite l’utilizzo della legge di stabilità ed una sua attenta programmazione, consentirà di stabilire modalità e quantità delle ulteriori tranche di restituzione.

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