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Commissioni parlamentari. Sì, ma dopo il varo del governo

Bersani: “Non ci sarà nessun governissimo”

 

ROMA – “A larga  maggioranza abbiamo convenuto che l’intreccio dei meccanismi  regolamentari e della prassi suggerisce di costituire le  Commissioni dopo la costituzione del Governo”. Così il  presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, che riferisce quanto emerso dal dibattito avvenuto sul tema della formazione delle  Commissioni parlamentari nella conferenza dei capigruppo di  Palazzo Madama. Zanda ha riferito che,  oltre al Movimento Cinque Stelle anche Sel ha fatto una  dichiarazione nel senso di sollecitare la nascita delle  Commissioni anche in assenza del nuovo esecutivo. Il  senatore del Pd ha poi rilevato che dai capigruppo è emersa
“la massima apertura per verificare la possibilità di altre  soluzioni, ove ve ne sia la necessità, quindi anche con la  formazione di Commissioni speciali”.

E poi Zanda ha risposto anche alle minacce del M5S sull’occupazione di Montecitorio e Palazzo Madama: “La minaccia dell’occupazione delle aule di Camera e Senato   una minaccia non democratica”, ha aggiiunto il presidente dei senatori del Pd Ho posto pregiudizialmente la questione che si deve discutere del lavoro del Senato e del Parlamento e che dobbiamo anche essere pronti a rivedere le nostre posizioni, ma dobbiamo stare molto attenti a non farlo in condizioni di minaccia di occupazione dell’Aula o di altre forme di violenza anche passiva», sottolinea. Il presidente dei senatori democratici ha rammentato che ci sono molti organismi all’interno delle istituzioni «tra cui anche  l’Aula: sono quelle le sedi in cui si discute. La minaccia di occupazione non è democratica”.

Bersani, nessun governissimo

Nel frattempo Pier Lugi Bersani puntualizza alcuni punti: “Io tranne che ad Arcore e a palazzo Grazioli, non ho mai avuto problemi a incontrare nei luoghi istituzionali Berlusconi. E’ lui che non e’ venuto alle consultazioni. Lo incontrero’. Dove? Lo si sapra’. Ragioneremo insieme del metodo per eleggere il presidente della Repubblica”. Cosi’ Pier Luigi Bersani ad Agorà questa mattina. A proposito di larghe intese, e governissimi, io ho vissuto la fase del governo Monti. Noi siamo rimasti li’, e Berlusconi s’e’ dato tre mesi prima. E quando lo incontro glielo dico: ‘ti conosciamo mascherina’. Noi abbiamo gia’ dato”, prosegue il segretario del Pd. “Che non ci venissero a proporre dei governissimi. Se c’e’ qualche altra fantasia, ce la dicessero. Ma chi puo’ credere che con Brunetta si possa fare un governo e riusciamo a imbroccare qualcosa?”, si chiede Bersani.

“Il governissimo e’ l’estremizzazione dell’inciucio”. Cosi’ Pier Luigi Bersani risponde a Matteo Renzi che propone, ‘o voto o governissimo’. “Sono due cose piuttosto diverse…”, aggiunge Bersani.

Infine il segretario incontrando i deputati del Pd ha affermato: «La prima responsabilità della proposta per la presidenza della Repubblica tocca alla coalizione di centrosinistra. Concentriamoci sul primo punto senza legarlo al governo”.
E poi: “Il Pd non sta affatto perdendo tempo. Bene discutere, ma concentriamoci sul presidente della Repubblica, quello è il punto. Non stiamo perdendo tempo, c’è un incrocio tra l’elezione del presidente della Repubblica e il governo. Concentriamoci sul primo punto senza legarlo al secondo. La prima responsabilità della proposta per la presidenza della Repubblica tocca alla coalizione di centrosinistra. Il Capo dello Stato – ha ricordato Bersani –  rappresenta l’unità della nazione, bisogna cercare una soluzione largamente condivisa nel Parlamento. Bisogna cercare seriamente e onestamente”.  

Inoltre, il Pd fa sapere che non accetterà né ricatti né scambi sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica, ha detto il segretario democratico durante l’assemblea: “no a ricatti o scambi, ma non ci lasceremo trascinare su posizioni settarie. Il partito democratico, ha aggiunto, cercherà una soluzione larghissimamente condivisa”.

 

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