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#Reset Pd. Al circolo della Bolognina si autoconvocano i trentenni. Resettiamo il partito

BOLOGNA  – Il titolo dice tutto: «#RESETPD». Ma anche il luogo forse aggiunge qualcosa: il circolo Pd Bolognina  in piazza Unità, a pochi passi dalla sede della celebre svolta. Mercoledì sera i giovani amministratori Pd di Bologna provano a rilanciare, ‘riavviandolò, il partito.

Con un’assemblea autoconvocata, Costituzione e Carta dei valori Pd alla mano, in un cui «tutti potranno intervenire liberamente a microfono aperto». Il tam tam è stato lanciato oggi dagli assessori comunali Matteo Lepore e Luca Rizzo Nervo, dal capogruppo Pd a Palazzo D’Accursio Francesco Critelli (tutti con Bersani alle primarie dello scorso anno) e dal consigliere comunale renziano Benedetto Zacchiroli. Delusi dalla scelta del presidente della Repubblica, contrari ad ogni «inciucio», assicurano però di non preparare il terreno ad alcuna mozione congressuale. Quello in vista di mercoledì è «un appello ad esserci per rifondare il Pd, a prescindere dalle appartenenze», afferma Lepore. «Noi dobbiamo fare il Pd, non ci autosospendiamo- chiarisce Rizzo Nervo, prendendo quindi le distanze dalla scelta fatta dalla parlamentare prodiana Sandra Zampa- non è il momento di fare un passo indietro ma un passo avanti». Gli autoconvocati accusano «una parte del gruppo dirigente nazionale», che «ha voluto bombardare il Pd per farlo esplodere e impedire il rinnovamento, come se il partito fosse cosa propria. Lo ha fatto con un cinismo e col fare dei codardi. Il Pd- è la certezza dei trentenni- se lo è voluto portare via una generazione sorda e incapace». Ma, assicurano, «noi rifonderemo il Pd e lo porteremo nelle città e tra la gente, prima ancora che al governo». Di qui l’invito, nelle parole di Zacchiroli, alle persone «appassionate del Pd» a farsi sentire.

Tra governissimo e voto infatti la preferenza dei «resettatori» sembra andare al secondo, ma senza dire una parola definitiva. «Vediamo prima cosa dice Napolitano», prende tempo Lepore. Però «la nostra contrarietà ad un inciucio è netta- aggiunge Rizzo Nervo- poi è chiaro che ci sono cose che devono essere fatte». Di «risposte brevi e dense» da dare al paese parla Zacchiroli. Nessuno infierisce su Pierluigi Bersani («È vittima di un gruppo dirigente non all’altezza della situazione», dice Lepore) e la discussione sul congresso è semplicemente rinviata, anche per quanto riguarda l’ipotesi che si rinnovino anche i vertici a Bologna. «Sarebbe negativo fare una discussione che parta dall’incasellamento- dice Critelli- prima di parlare di rinnovo degli organi dirigenti occorre fare una discussione politica». A scanso di equivoci, alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina al cortile del Pozzo di Palazzo D’Accursio c’erano i fedelissimi del segretario provinciale Raffaele Donini, Raffele Persiano e Davide Di Noi. Quanto al ‘processò ai ‘traditorì che hanno affossato Romano Prodi alla quarta votazione per la presidenza della Repubblica, Rizzo Nervo ‘assolvè tutti i grandi elettori dell’Emilia-Romagna. «Credo che la candidatura di Prodi abbia provato il sostegno pieno dell’Emilia-Romagna».
(DIRE)

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