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MADRID – Scattata la manifestazione “Assedia il Congresso dei deputati” proclamata dalla piattaforma “En Pie!” con l’aiuto della piattaforma 25s. Quasi mille i manifestanti attorno al Camera dei Deputati spagnoli. Ma la conta sale se si considerano tutti i manifestanti che hanno animato tutte le zone del centro storico di Madrid.

Tutti pronti a manifestare contro l’austerity. Nessuno scontro registrato nelle prime tre ore di corteo. Anche grazie alle azione dei circa 1400 agenti di polizia antisommossa, che dalla mattina controllano le zone calde della capitale. Soprattutto Puerta de Alcalá, la Plaza Emperador Carlos V e la Puerta del Sol. Ma anche Cibeles e Piazza Neptuno. Poi la sera l’atmosfera si è elettrizzata, tanto che i feriti tra le fila della degli agenti di polizia sono almeno 14. Quindici gli arresti tra i manifestanti. Ma il numero è destinato a salire. Mentre non sono chiari i numeri dei feriti tra i manifestanti.

Pomeriggio tranquillo: “Rajoy Vattene a casa!”

Le prime testimonianze facevano presupporre una manifestazione non violenta. Lo si percepiva dalla composizione dei cortei pomeridiani, prevalentemente con giovani a volto scoperto, ma anche adulti in età più avanzata. Solo grida contro il Governo Rajoy. “Vattene a casa!”. Vogliamo un cambio di Governo. Ma anche cori volti a stemperare gli animi: “Disobbedienza civile, non violenza”. Animi che si sono surriscaldati a tal punto che il ministro degli interni ha ventilato l’utilizzo del Audiencia Nacional, un tribunale speciale i cui metodi sono finalizzati agli imputati di cui si occupa in esclusiva: terrorismo e crimini autorizzati. Forse per timore di un dejavu degli scontri dello scorso anno, il 25 settembre, la più grande manifestazione antigovernativa mai avvenuta in Spagna. Lo scorso anno finì con 35 persone arrestate e 64 feriti. Un massacro di civili, che ha portato il sigillo della data come nome ad una piattaforma di protesta: la “25s”. In molti ricorderanno la storia di Alberto Casillas il cameriere madrileno della Cafeteria Prado che con il suo corpo ha impedito alle forze dell’ordine di fare irruzione nel locale e arrestare i manifestanti del movimento. La sua foto ha fatto il giro del web.

Scontri tra manifestanti e Polizia la sera: pietre contro gli agenti. Manganellate

Ma poi la sera sono iniziati i primi scontri. Tutto è accaduto in Piazza Nettuno: un gruppo di persone hanno gruppo di persone ha iniziato a colpire la polizia con pietre vetri e petardi. Pochi minuti e sono iniziate le cariche che hanno disperso la folla con manganellate. E’ iniziata la terza fase della rivolta: con azioni decentralizzate in tutta la zona del centro storico. Piccoli incidenti si riscontrano nella Gran Via, vicino a Puerta Sol, ma anche nella zona nella lontana stazione di Atocha. Poi la folla si sposta verso il tribunale e la Fuente del Berro. Molte comunicazioni avvengono via Twitter. Da lì partono i tweet avvelenati che compaiono nel web: “andiamo sotto casa di Soraya Sáenz de Santamaría”, la vice presidente e portavoce del governo conservatore guidato da Mariano Rajoy. Già oggetto di escraches pacifici. “Voi fascisti siete i terroristi” e “non arrivare alla fine del mese è la vera violenza” sono le grida dei manifestanti nelle piazze. Poi verso la tarda serata arriva la resa del manifestanti: “Non si può andare avanti, c’è stato un appoggio sociale insufficente”.

Quindici arresti: quattro per possesso di armi da guerriglia urbana

Secondo quanto si apprende dalla stampa spagnola sarebbero cinque gli arrestati. Quattro nel pomeriggio perché sorpresi in possesso di armi da “guerriglia urbana”. I primi due, uno dei quali minorenni sono stati presi nella zona della Puerta Sol. Avevano petardi potentissimi, una bottiglia con acido e uno zaino con pietre. I poliziotti si sono insospettiti perché avevano il volto coperto da un passamontagna e una bandiera anarchica. L’altro, preso non troppo lontano dai primi arresti, nel Paseo del Prado, aveva una fionda e ben 56 sfere. Il quarto arresto è avvenuto invece nei pressi del Parlamento, dopo che i tre cortei sparsi nei principali luoghi di ritrovo capitolini si sono riuniti davanti all’edificio che ospita la camera bassa del Parlamento. Secondo quanto recitano le cronache madritiste, l’uomo, un militante di un gruppo anarchico conosciuto come i “Bukaneros”, pochi minuti prima delle 20, sarebbe stato sorpreso in possesso un coltello. Il quinto arresto arriva durante gli scontri. Aveva precedenti per traffico di stupefacenti. Un “bottino” che sale di minuto in minuto durante i comunicati della sera: altre quattro persone sono state arrestate nella zona di Piazza Nettuno. Tre, vicine alla sinistra radicale, sono state trovate in possesso di sostanze infiammabili. Poi la sorpresa. Il decimo arresto è connotato da un giallo: fonti parlano di un uomo con un contrassegno in dote alla stampa. Alla fine il bilancio recita 15 arresti.

Dal Palazzo della Comision des Diputados

Sul fronte istituzionale nessuna attività era prevista oggi in Parlamento. Solo il lavoro delle commissioni. Ma il presidente della Camera dei Deputati Jesús Posada si è comunque recato a lavoro, non mancando di rilasciare dichiarazioni rassicuranti. “L’affluenza non è eccessiva”. Non sono mancati i complimenti verso le forze dell’ordine. “Meglio prevenire che curare. Lo Stato non è disposto a tollerare nessuna violenza”. Soprattutto un attentato alle istituzioni, che sarebbero percepite come un attentato alla democrazia. Questo prima degli scontri che hanno insanguinato la manifestazione.

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