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Praga. Esplode palazzina universitaria: 55 feriti, 3 dispersi. Paura tra i turisti

PRAGA – Un boato che si è sentito anche a chilometri di distanza. La puzza di gas sentita da alcuni testimoni che fa pensare ad una fuga. Una palazzina del centro storico completamente collassata su se stessa. Sono circa 55 i feriti dell’esplosione di via Divadelni, nel centro storico di Praga.

Quattro dei quali sono molto gravi. Un dramma che si sta consumando tutt’ora, con i soccorritori che scavano tra tavole, detriti, calcestruzzi e terracotta e vetri per cercare altri sopravvissuti. Anche grazie alla collaborazione delle unità cinofile. Ma non è escluso che sotto il peso delle macerie molti siano rimasti schiacciati. Forse addirittura studenti. Tre sicuri i dispersi identificati. Ma il numero può salire. Per precauzione sono state evacuate 220 persone.

Alle dieci di stamane l’esplosione: «Probabilmente si tratta di un’esplosione dovuta ad una fuga di gas, ma non escludiamo che se ne possano verificare altre», ha detto alla tv il portavoce della polizia, Tomas Hulan. Dalla zona sono stati portati via tutti i feriti. Molti dei quali sono stranieri. Tutti Immediatamente trasferiti nei vicini ospedali per i trattamenti del caso. Molti, colpiti dai vetri volanti, sono stati medicati sul posto.

C’ è anche chi nella tragedia è stato baciato dalla fortuna: ZB Haislip , studente americano di Raleigh, nel North Carolina era in un edificio vicino: “Ero al bagno, ma se fossi stato nel mio letto probabilmente non sarei vivo o sarei gravemente ferito, vista la grande mole dei vetri che hanno coperta la mia camera. Haislip è uno dei tanti studenti che vive nella zona. Un miracolato. Come lui ce ne sono molti, visto che per la grande esplosione, i vetri di intere palazzine nel centro storico si sono disintegrati. Danni sono stati riscontrati in tutto l’isolato. “Ci sono vetri ovunque, con gente che piange in ogni angolo della zona dell’esplosione” raccontano nella stampa internazionale i testimoni. “Io stavo facendo il caffè quando ho sentito un incredibile esplosione. Mi sono affacciato e ho visto polvere ovunque” ha raccontato la pensionata Venceslava Sehnotkova. Marianna Zapotilova era invece in ufficio: “ad un certo punto ho sentito un’esplosione, si è aperta la finestra e lo spostamento d’aria mi ha spinto via dal computer”. Sono solo alcune delle testimonianze.

La storica palazzina ospitava infatti la Famu, la facoltà del Cinema e delle Scienze sociali dell’Università Carlo. Una zona centralissima della “Parigi dell’est”. Vicinissimo al luogo dell’esplosione scorre il fiume Moldava, ma anche il Teatro Nazionale, il “Cafe Slavia”, il Ponte Carlo, il più famoso, quello che collega l’isola Kampa, il quartiere Malà strana alla città vecchia. Punti di ritrovo per turisti e cittadini. Una strage la cui entità è in via di definizione, ma che poteva certamente essere peggiore. A quell’ora del mattino, in quella zona, la gente pullula come in ogni capitale europea.

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