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Marcia per la vita. In piazza 30 mila persone contro l’aborto

ROMA – Stando alle stime degli organizzatori sono 30mila le persone scese in piazza a Roma per la “Marcia della Vita”. Una sfilata nazionale che ha visto protagonisti istituti religiosi, parrocchie e associazioni pro-life che vogliono contrastare la legge 194, quella che favorisce l’aborto.

Una legge che i manifestanti ritengono ingiusta.  “Marcia nazionale per la Vita”, recitava lo slogan sullo striscione che apriva il corteo, al quale hanno partecipato oltre al sindaco Gianni Alemanno, Maurizio Sacconi, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. “Se si è contro la pena di morte non è possibile non schierarsi contro gli attacchi alla vita innocente che derivano dall’aborto e dall?eutanasia”, ha detto il primo cittadino di Roma.  Tante le famiglie, i bambini e i giovani nel fiume di gente partito dal Colosseo e che ha imboccato via dei Fori imperiali per raggiungere Castel sant’Angelo e poi Piazza S. Pietro. «La grande mobilitazione pro-life – afferma una nota degli organizzatori – si rivela ancora occasione di grande festa per la vita e di lotta contro l’ingiusta legge 194».  Prima della partenza ha preso la parola la portavoce della Marcia, Virginia Coda Nunziante, che ha ricordato come la lotta a favore della vita è anche a difesa dell’intera società, sottoposta a un’enorme e spaventosa crisi valoriale. Sono poi intervenuti i vari rappresentanti delle delegazioni straniere, tra cui Jeanne Monahan, presidente della imponente e storica March for Life di Washington. Tutti hanno ribadito l’importanza di lottare in tutto il mondo contro l’aborto in spirito di unità.

Critiche da Sel

Aspre critiche arrivano da Luigi Nieri, capolista di Sinistra Ecologia Libertà  alle comunali di Roma: “Con la marcia per la vita Roma diventa teatro di un medioevo culturale davvero stantio messo in scena dalle frange più oltranziste e oscurantiste del centrodestra della Capitale. Il tutto con il placet del Sindaco Gianni Alemanno, che oggi è in piazza a dispetto delle enormi polemiche che ha suscitato questa marcia”. E infine: “Ancora una volta la libertà  e i diritti delle donne vengono messi in discussione con argomenti ideologici e offensivi, finalizzati a cancellare principi e libertà  fondamentali della persona acquiste dopo lunghe battaglie di civiltà . Un odioso terreno ideologico dal quale provengono proposte retrogade come quella antiabortista o contro i consultori pubblici. Queste istanze sono davvero datate, spuerate, e ben rappresentano l’arretratezza culturale
di chi le promuove. “

Le polemiche arrivano anche dall’AIED, l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica. “Ancora una volta assistiamo alla manifestazione di movimenti religiosi integralisti che chiedono l’abrogazione della legge 194 che 35 anni fa ha legalizzato l’interruzione volontaria della gravidanza in Italia. Ormai fa parte della liturgia”, ha detto Mario Puiatti, Presidente nazionale. “Eliminando la legge non si elimina l’aborto. La legge ha solo consentito a tutte le donne, non solo a quelle che potevano permettersi di andare nelle cliniche svizzere, di abortire in ospedale senza rischiare la pelle – aggiunge – L’aborto si combatte solo prevenendo le gravidanze
indesiderate con la contraccezione sicura. È quello che l’AIED fa da 60 anni in Italia. Chi predica contro la contraccezione, visto che l’astinenza non funziona, di fatto promuove l’aborto”.

 

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