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Cannes 2013. “Il grande Gatsby”: stimola il nervo ottico, ma il cuore? Recensione. Clip

ROMA – Tratto dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Nella ruspante New York degli anni ’20 il giovane Nick ha rinnegato le sue aspirazioni da scrittore per dedicarsi alle più redditizie obbligazioni di Wall Street. Il suo vicino di casa, il misterioso Gatsby, lo invita un giorno ad una delle sue celeberrime feste mondane. Il vero scopo di questi lussuosi ricevimenti è sconosciuto a tutti ed è davvero eccezionale.

Gatsby spera infatti segretamente di incontrare nuovamente Daisy, cugina di Nick, con la quale alcuni anni prima aveva intrapreso una relazione sentimentale. Nick potrebbe fungere da intermediario per un loro sperato riavvicinamento. Tom, marito di Daisy, potrebbe non essere d’accordo…
Se dovessimo valutare “Il grande Gatsby” in rapporto alle ingenti spese produttive ed all’alone di aspettative createsi intorno ad esso, esprimeremmo un giudizio lapidario. Ma sarebbe appunto un commento troppo condizionato dalle attese eccessive. Il contenitore, considerato in maniera isolata, non delude: scenografie suggestive, costumi intriganti, momenti musicali coinvolgenti per quanto non propriamente pertinenti all’ambientazione. Gli attori sono poi stati scelti con sapienza e offrono performance di sicuro valore. A parte questo si può tuttavia affermare con pochi dubbi che il film non lascia il segno. La regia frenetica e pittoresca stimola costantemente il nervo ottico ma non valorizza il potenziale emotivo dell’intreccio. Il film di Baz Luhrmann è in effetti una fiaba “sporca” in cui la forza dei sentimenti è offuscata, anziché ampliata, da una artificiosità della messa in scena che fa il paio con quella del suo protagonista, principe di un paese dei balocchi di plastica. Spostandoci sul piano dei contenuti viene da chiedersi cosa abbia in effetti di “grande” questo Gatsby. E’ bello certo. Sicuramente è anche furbo ed intelligente. Soprattutto è estremamente ambizioso. Ha tutte le doti insomma per essere un uomo di successo. Una incarnazione del sogno americano. Ma qui si tratta di un successo tipicamente individuale ricercato da chi è disposto a fare terra bruciata pur di far materializzare i propri desideri. Infatti al romantico tentativo di Gatsby di riconquistare l’amata fa da contraltare un passato oscuro contraddistinto da attività quantomeno discutibili. Nick, che gli conferisce l’attributo di “grande”, ne ammira la tenace speranza, la propensione all’auto-realizzazione, la capacità di stare pienamente dentro le cose. Egli invece, per sua stessa ammissione, vive tutto con un certo distacco. In effetti è un po’ personaggio e un po’ narratore, a tratti protagonista più spesso comparsa con poco potere di determinare gli eventi. Gatsby è più incisivo nella vita e nella società. Non è dotato tuttavia di qualità umane e morali particolarmente invidiabili. Per Nick è un grande, per noi è soltanto un personaggio paradigmatico di un certo mondo. Un mondo abbastanza distante dal nostro.
REGIA: Baz Luhrmann
ATTORI: Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton
SCENEGGIATURA: Baz Luhrmann, Craig Pearce
FOTOGRAFIA: Simon Duggan
GENERE: Drammatico
PRODUZIONE: USA/ Australia
DURATA: 143’
USCITA NELLE SALE: 16 Maggio

Il grande Gatsby – clip

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