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Erasmus e microcredito di nuovo a rischio. E’ l’allarme del Parlamento Europeo

Ballano quattro miliardi. Alcuni progetti sono già stati finanziati

BRUXELLES – Buco di quattro miliardi nelle casse dell’Unione Europea. E’ l’allarme lanciato dal Parlamento Europeo dopo l’Ecofin, il summit tra i ministri delle finanze dell’Unione. Secondo quanto si apprende, stati stanziati solo 7,3 miliardi per una serie di capitoli di bilancio, anziché gli 11,2 miliardi che sono stati già impegnati dalla Commissione per vari programmi. A rischiare di rimanere fuori ora sono gli Erasmus la ricerca e le imprese. Un danno doppio se si calcola che, non tutte ma molte di queste somme sono già state stanziate e finanziate dagli enti erogatori. Ora il rischio che questi enti si trovino a fronteggiare cospicui vuoti di cassa. Così come potrebbero essere costretti a dover rivedere la quantità dei fondi da destinare ai programmi di interscambio universitario. Ma anche il micro-credito alle imprese. Così come Ricerca in settori nevralgici. Tutti fondo che vedono spesso beneficiari i giovani europei. Tutti settori che di solito sono i primi ad esser depennati dai portafogli.

Per capire meglio la dinamica è necessario inquadrare la questione nei continui conflitti tra Parlamento Europeo e Consiglio europeo. Una battaglia incentrata sull’austerity, promossa dai Paesi come la Gran Bretagna, che vogliono ridurre considerevolmente l’apporto di risorse economiche a beneficio dei progetti europei. Sulla bilancia c’è il bilancio pluriennale 2014/2020. Non il bilancio di un singolo progetto, ma l’ammontare complessivo delle risorse, per il quale manca ancora un accordo definitivo. Fin qui, i tentativi di trovare un’intesa sono falliti: la proposta avanzata da Bruxelles a febbraio di un taglio al budget pluriennale è stata bocciata due mesi dopo dai deputati di Strasburgo. Un ulteriore complicanza con il fatto che questa battaglia si sia intrecciata con quella per il bilancio 2013. “La verità è che il Consiglio sta usando il bilancio 2013 come arma per convincere i deputati ad accettare un budget pluriennale più leggero”, suggeriscono nei corridoi del Parlamento all’Huffington Post.

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